freccia_long
Numero 476
del 22/05/2012
BERLUSCONI CONTRO LA VECCHIA POLITICA PDF Stampa E-mail
! di Sandro Bondi
@ragionpolitica.it
  
lunedì 15 novembre 2010

Proponiamo ai lettori un intervento del coordinatore nazionale del Popolo della Libertà e ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, pubblicato sul Corriere della Sera il 15 novembre, in risposta ad un editoriale di Ernesto Galli della Loggia.

berlusconi_pdl.jpgGentile Direttore, praticamente è dal 1994 ad oggi che discuto con Ernesto Galli della Loggia sul ruolo di Berlusconi e del «berlusconismo» nella politica e nella società italiana. Mi rincresce che sia stato in qualche modo un dialogo tra sordi. Non credo che vi sia una avversione personale da parte di Galli della Loggia nei confronti di Silvio Berlusconi, piuttosto un puntiglio intellettuale che nasce dalla delusione tra lo scarto fra una meta astratta e il corso effettuale della politica in Italia nel corso di questi ultimi decenni. Certo, questo puntiglio appare ossessivo e soprattutto sembra corrispondere alla logica propria dell'ideologia, cioè la conferma delle proprie convinzioni più radicate.

Anche nel suo ultimo editoriale, l'analisi sfuma nello psicologismo e indulge nei colori letterari del tramonto di un esponente politico, la cui solitudine politica sarebbe il risultato di una profonda solitudine umana. Non voglio negare una sofferta solitudine, che è propria di tutti gli uomini e può diventare esperienza dolorosa nelle grandi personalità della storia. In realtà, per quanto posso capire io, l'indole di Berlusconi non è ripiegata su se stessa, al contrario è un'indole gioiosa e positiva, che, come insegna Spinoza, aumenta l'amore per la vita e la nostra forza vitale.

Se c'è una solitudine nella vita di Berlusconi, a me pare che essa sia di natura eminentemente politica. Mai come in questi giorni questa solitudine politica appare evidente e emblematica. Da cosa si evince la solitudine politica di Berlusconi? Rispetto alla sinistra, la cui unica ragion d'essere politica è ormai da anni solo l'antiberlusconismo viscerale? Rispetto alla cultura dominante di questo Paese, mossa da tic ideologici e dalla difesa dei propri privilegi di casta? Rispetto ai grandi gruppi industriali e finanziari, che non hanno mai avvertito i doveri derivanti dal costituire la classe dirigente di una nazione? Rispetto a Fini, un uomo politico proveniente dalla tradizione neo-fascista che ha fatto il suo ingresso nell'area di governo ed è assurto alle più alte responsabilità istituzionali grazie a Berlusconi mallevadore? Rispetto a uomini politici come Casini e Rutelli che, con tutto rispetto, sono dei galoppini della politica, al pari di me, con la differenza, se mi è permesso, che nella mia vita c'è l'apertura anche ad altre dimensioni della vita?

Chi ragioni politicamente e razionalmente non può non vedere che la supposta solitudine di Berlusconi sia in realtà una sua insopprimibile estraneità alla vecchia politica. Paradossalmente Berlusconi nel 1994 ha salvato dal naufragio una parte di questa vecchia politica, nobilitandola e riportandola in auge. Oggi questo vecchio personale politico ringalluzzito e riverniciato, con il cinismo proprio di una politica priva di valori e di umanità, pensa sia venuto il momento di dare il calcio dell'asino a Berlusconi. Per fortuna la loro protervia non li induce a considerare i dati della realtà.

I dati della realtà sono evidenti almeno per chi abbia uno sguardo sgombro da risentimenti e da ideologie per vederli: Berlusconi gode di un consenso maggioritario nell'opinione pubblica perché è giudicato come l'unico leader politico capace di modernizzare l'Italia; la sinistra è divisa e priva di un leader credibile, a meno che non si voglia considerare Vendola un possibile uomo di governo; al centro si affolla una schiera di aspiranti leader in aspra competizione fra di loro e in nome di una concezione della politica che, come ha scritto l'onesto Cacciari, si riassume nello «Stato dei partiti» e nel «parlamentarismo bloccante»; Montezemolo è tentato di scendere in campo ma dovrebbe chiedere a Casini, Fini e Rutelli di farsi da parte; l'alleanza fra la Lega di Bossi e il Pdl di Berlusconi è l'unica alleanza in grado di cambiare l'Italia.

Insomma, tutti coloro che sgomitano per il potere senza avere il consenso, come ha detto l'ottimo Daniele Capezzone, devono ancora aspettare il dopo-Berlusconi. Il dopo non è oggi. Dovranno aspettare ancora. Speriamo che nel frattempo il vecchio si consumi definitivamente e emerga qualcosa di nuovo.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Commenti (1)
1. 29-11-2010 09:04
Condivisione
Sono pienamente d'accordo con l'analisi fatta dall'onorevole Bondi,analisi che dovrebbe essere condivisa da chiunque la valuti serenamente ed obbiettivamente.Capisco che molti non condivideranno affatto il contenuto di questo scritto,ma la realta' non si puo' nascondere.Berlusconi ha portato una ventata innovativa nella politica italiana,fautore a ragion veduta di un bipolarismo voluto anche dal popolo.Mi piacerebbe solo che riuscisse ad avere consensi con percentuali bulgare per permettergli opèrativita' piu' veloci senza le continue ed estenuanti mediazioni che anche con la lega(pur considerandolo alleato di ferro)a volte e' costretto ad intavolare
Scritto da zucchino

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata