Al di là delle mistificazioni che alcune trasmissioni televisive tentano con ogni mezzo di propinare agli italiani, al di là delle continue distorsioni mediatiche, volte ad insabbiare strumentalmente i buoni risultati ottenuti dall'azione di Governo, l'attuale Esecutivo mostra, con i fatti, di onorare gli impegni presi con gli lettori, proseguendo il lungo cammino di riforme necessarie per ammodernare il Sistema Paese.
In un momento delicato, in cui non solo l'Euro-zona, a causa della crisi irlandese, mostra forti segnali di instabilità, ma anche i mercati finanziari mondiali patiscono sbalzi dovuti agli accadimenti che si susseguono ogni giorno - da ultimo l'attacco della Corea del Nord all'isola sudcoreana di Yeonpyeong - la stabilità politica è una premessa irrinunciabile per proteggere il nostro Paese da potenziali attacchi da parte degli speculatori internazionali. Ha ragione Berlusconi quando rimarca come nel frengente attuale, in cui ogni giorno, ed entro l'anno prossimo, dobbiamo collocare sul mercato un miliardo di titoli di debito pubblico per un ammontare complessivo si 250 miliardi di euro, «l'Italia ha bisogno di tutto, fuorché di qualcosa che non sia la stabilità di governo». Ed è proprio sulla base di tale ragionamento che il premier ha tenuto a precisare che, pur essendo ottimista sulla possibilità che il 14 dicembre al Governo venga accordata la fiducia in tutti e due i rami del Parlamento, se si dovesse appurare che «alla maggioranza della fiducia non seguisse una maggioranza capace di far approvare le riforme, è chiaro che ci si appellerà al Colle».
Berlusconi non ha alcuna intenzione di aggrappare l'Italia ad «un Governo non capace di incidere sulla realtà del Paese e di cambiare l'Italia migliorandola», anche perché una situazione del genere non farebbe altro che indebolire il Paese, esponendolo a traumi economici. Il desiderio di incidere sulla realtà, sino ad ora, è stato la bussola che ha orientato l'azione di Governo e che, ancora oggi, malgrado le scosse interne provocate nella maggioranza dalla compagine finiana, alimenta l'operato di tutti i ministri.
Ed è proprio in questo solco che si inserisce il pacchetto varato dal Governo, denominato «Diritto al futuro», presentato dal ministro della Gioventù Meloni insieme al premier Berlusconi: se, per i finiani, discettare di futuro significa fermarsi a dialettiche dichiarazioni d'intenti che spesso non fanno i conti con l'oste, per il Governo dare prospettive all'Italia vuol dire mettere in campo politiche concrete, compatibili con la salvaguardia dei conti pubblici.
Il pacchetto appena approvato, che prevede lo stanziamento di 300 milioni di euro a favore dei giovani, è un segnale forte, che, insieme a tutte le politiche di riforma della Scuola, dell'Università e del mondo del lavoro portate avanti dai ministri Gelmini e Sacconi, fa capire come lo Stato, in epoca di crisi, sia deciso ad investire sui giovani, tentando di rimediare ad un vizio di sistema del nostro Paese che, nel passato, ha relegato i problemi del futuro delle giovani generazioni ad una questione di contorno.
Tra le misure contemplate nel Pacchetto «Diritto al futuro» v'è n'è una che punta a coniugare politiche che consentano di affrontare sia il problema della disoccupazione giovanile sia della natalità: su questo fronte, infatti, è previsto un provvedimento che punta a creare 10mila posti di lavoro a tempo indeterminato per giovani genitori precari, assegnando loro 5mila euro da portare in «dote» alle aziende che decidano di assumere a tempo indeterminato un disoccupato o un precario con meno di 35 anni. A favore di questa iniziativa verranno stanziati 51 milioni di euro.
Il Governo, inoltre, ha previsto anche un provvedimento che si propone di facilitare l'accesso al mutuo da parte delle giovani coppie che lavorano con contratti atipici: a questo fine verrà istituito un fondo di 50 milioni di euro con la funzione di offrire garanzie alle banche che concedono mutui (sino a 200 mila euro) a giovani coppie under 35 che abbiano un reddito al di sotto di 35 mila euro e a condizione che esso derivi per più della metà da contratti atipici. Si stima che questa misura dovrebbe consentire di coinvolgere oltre 10mila coppie.
Il pacchetto in questione, inoltre, stimola l'alleanza tra risorse pubbliche e private che decidano di investire sul talento dei giovani under 35, mettendo a disposizione 100 milioni di euro (di cui 60 milioni arriveranno da finanziamenti privati). L'obiettivo è quello di incentivare la valorizzazione delle capacità dei giovani attraverso tre direttrici: 1) l'avvio di nuove imprese nei settori dell'eco innovazione e dell'innovazione tecnologica, del recupero delle arti e dei mestieri tradizionali e della responsabilità sociale d'impresa, oltre alla promozione dell'identità italiana ed europea; 2) il sostegno allo sviluppo del talento nel campo dell'arte, della creatività e della cultura attraverso la concessione di premi e di borse di studio; 3) la trasformazione di brevetti e innovazioni frutto della ricerca universitaria in concrete attività produttive.
Per quanto riguarda il settore imprenditoriale e le opportunità che in questo contesto si vorrebbero creare per i giovani, Berlusconi ha anticipato l'intenzione del Governo di organizzare, nel più ampio quadro della riforma tributaria, degli incentivi per i giovani che intendano aprire nuove imprese, introducendo un'imposta di solo il 10% per 3 anni al posto di tutte le altre imposte e addizionali. In questo momento, come ha riferito il premier, il Governo ne sta discutendo con le parti sociali e con il ministro dell'Economia.
Un altro provvedimento che rientra nel Pacchetto varato mercoledì è quello che istituisce un Fondo di garanzia di 19 milioni di euro per gli studenti meritevoli che non hanno possibilità economiche. Tale fondo, che sarà attivabile presso gli istituti di credito che aderiranno all'iniziativa, permetterà di finanziare giovani meritevoli che intendono iscriversi all'Università, frequentare specializzazioni post laurea (master) o approfondire lo studio di una lingua. I tassi di interesse del prestito saranno molto agevolati perché il Ministero coprirà fino al 70% della garanzia attraverso il fondo. Le erogazioni a cadenza annuale potranno variare tra i 3 e i 5 mila euro per un massimo di 25 mila euro complessivi a studente; la restituzione inizierà 30 mesi dopo l'erogazione dell'ultima rata e sarà dilazionabile tra i 3 e i 15 anni. I ragazzi che beneficeranno di questa iniziativa saranno intorno ai 30 mila.
Da ultimo, il Pacchetto prevede la realizzazione di 20 campus per il job placement dei migliori laureati, ossia per aiutarli a trovare opportunità di lavoro mettendoli in contatto con il mondo produttivo. Già nel 2009 il Ministero aveva dato vita ad un'iniziativa, denominata Global village campus (2009), in cui furono coinvolti i migliori 600 laureati d'Italia che, in quel contesto, furono valutati dai responsabili delle risorse umane di diverse aziende. Allora il 70% dei giovani che parteciparono all'iniziativa riuscì a trovare un posto di lavoro. La nuova iniziativa coinvolgerà circa 20 mila ragazzi e i buoni risultati, in termini di occupazione, ottenuti già nel 2009 sono di buon auspicio anche per il futuro.
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