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Numero 476
del 22/05/2012
Berlusconi «migliore amico degli Usa». Sbugiardata la sinistra PDF Stampa E-mail
! di Cristiano Bosco
bosco@ragionpolitica.it
  
giovedì 02 dicembre 2010

clinton_berlusconi.jpg«Non abbiamo amico migliore. Nessuno sostiene l'amministrazione americana con la stessa coerenza con la quale in questi anni Berlusconi ha sostenuto le amministrazioni Bush, Clinton e Obama». Così ha dichiarato il Segretario di Stato Hillary Clinton al termine del suo colloquio con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, avvenuto mercoledì a margine del vertice Osce di Astana, in Kazakhstan. Affermazioni, quelle della Clinton, volte a gettare acqua sul fuoco generatosi nei giorni precedenti a causa della diffusione delle ormai famigerate rivelazioni di Wikileaks, ma anche e soprattutto un attestato di grande stima da parte del massimo esponente della diplomazia statunitense, a secca smentita delle dichiarazioni di funzionari di secondo livello.

Nei giorni scorsi, nelle ore successive alla pubblicazione dei documenti confidenziali di Wikileaks, il Presidente del Consiglio, oltre ad aver rispedito al mittente ogni accusa e smentito categoricamente ogni gossip sul suo conto, non aveva nascosto l'esigenza di ricevere, da parte degli Stati Uniti, delle scuse ufficiali. La sera stessa, l'ambasciatore Usa in Italia David Thorne aveva già preso posizione sull'argomento, dichiarando che il suo Paese condanna «in modo fermo» la diffusione di tale materiale. Alle parole di Thorne, è quindi seguito il colloquio di Astana, fortemente voluto dalla stessa Hillary Clinton, un «endorsement» importante, da parte di colei che, dopo il Presidente Obama, è il più alto e titolato rappresentante dell'amministrazione americana nel mondo: su trentotto capi di Stato presenti in Kazakhstan, rivela l'inglese Daily Telegraph, il Segretario di Stato ne ha incontrati solo tre, e tra questi spicca il leader italiano.

Oggetto dell'incontro, svoltosi a porte chiuse e durato poco più di mezzora, è stato probabilmente il rinnovato e mai interrotto rapporto di collaborazione tra i due Paesi, un legame di amicizia e alleanza continuo e ormai pluridecennale. Proprio sulla continuità nelle eccellenti relazioni tra Stati Uniti e Italia ha posto l'attenzione la Clinton, notando che «Berlusconi ha garantito in Aghanistan un sostegno generoso: tanto le amministrazioni repubblicane quanto quelle democratiche sanno che possono contare sull'Italia e su Berlusconi per realizzare e sostenere i valori che condividiamo». Una vicinanza ormai consolidata, che difficilmente verrà scalfita dalle notizie di Wikileaks, sulle quali si è già comunque espressa con eloquenza la Casa Bianca, con un comunicato stampa ufficiale in cui tali informazioni sono definite «informali e spesso incomplete», ma che soprattutto «non rappresentano una posizione politica, né contribuiscono a prendere decisioni».

Gli attestati di stima da parte del capo del Dipartimento di Stato americano - che non fanno che ricalcare e confermare quanto già peraltro dichiarato a chiare lettere dallo stesso Presidente Barack Obama in diverse occasioni pubbliche - contribuiscono a sgombrare totalmente il campo da voci di corridoio, ambiguità e pettegolezzi sollevati da certa stampa. Inoltre, smentiscono categoricamente quanto sostenuto dagli oppositori di Berlusconi fino a un minuto prima delle dichiarazioni della Clinton. «Il fatto che Hilary Clinton abbia definito Berlusconi come il miglior amico dell'amministrazione americana, apprezzato per la sua coerenza, la sua capacità e la sua affidabilità, renderà anche il segretario di stato americano oggetto degli attacchi della sinistra italiana?», ha chiesto provocatoriamente l'on. Isabella Bertolini del PdL. «Le parole della Clinton sbugiardano la politica diffamatoria della sinistra, onorano il presidente del Consiglio e il prestigio che, grazie a lui, il nostro paese ha assunto agli occhi del mondo».

«Registriamo l'imbarazzato silenzio dei tanti ex comunisti nostrani convertitisi negli ultimi giorni all'americanismo acritico al solo fine di attaccare il presidente Berlusconi nell'assoluta ignoranza del linguaggio diplomatico e della realtà dei rapporti tra gli Stati», ha dichiarato il vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, Gaetano Quagliariello. «Ci chiediamo se gli eredi del Pci intendano applicare coerentemente il loro nuovo credo atlantico alle parole di Hillary Clinton. In tal caso, attendiamo fiduciosi dai nostri avversari una professione di fede berlusconiana. Logicamente, non hanno uscita di sicurezza possibile». Coloro che pensavano, o forse auspicavano, che i rapporti tra Usa e Italia si incrinassero, coloro che sostenevano, o forse si auguravano, che la massima potenza mondiale avesse una visione distorta e assai negativa del nostro Paese e del suo capo del governo, sono stati categoricamente zittiti. Dall'America stessa.




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Commenti (1)
1. 03-12-2010 10:42
Cui prodest?
E' millenaria la giusta domanda che, ogni qualvolta vengono messi in circolazione notizie "eclatanti" contro personaggi pubblici o meno, "a chi tornano utili tali dichiarazioni e/o notizie?" Il dubbio svanisce allorquando sono sempre gli stessi personaggi a gridare allo "scandalo" a chiedere (quasi come non fosse già risaputo) pubbliche "dichiarazioni" da parte del colpevole (sempre lo stesso), le "sue" dimissioni e a proporsi quale unica ancora di salvezza per questa "MARTORIATA ITALIA". Signori (ed è un eufemismo) fateci un piacere: Tacete e finitela di piangere! L'unico "Governo" con cui potete giocare è quello "OMBRA" che avete istituito quando siete stati sconfitti. Le dichiarazioni pubbliche del Gov. Americano hanno fatto chiarezza! Se veramente volete il bene della NOSTRA COMUNE NAZIONE, fate opposizione costruttiva, propositiva e aiutate il Governo eletto dai Cittadini a finire il mandato e, al traguardo, sarà SEMPRE il POPOLO SOVRANO a decidere il Prossimo Governo (dx o Sx)
Scritto da rosa240

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