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Numero 476
del 22/05/2012
A Sochi si rafforza la partnership tra Italia e Russia PDF Stampa E-mail
! di Andrea Forti
forti@ragionpolitica.it
  
venerdì 03 dicembre 2010

vertice_sochi.jpgSi è svolto a Sochi, sul Mar Nero, il vertice intergovernativo italo-russo. Come in occasione di altri incontri bilaterali italo-russi, è stata densa l'agenda degli accordi economici ed energetici affrontati. Questi, in sette punti sintetici, gli accordi stipulati:

 

  1. Accordo relativo al transito per via ferroviaria, nella Federazione Russa, di materiale e personale militare italiano diretto in Afghanistan.
  2. Protocollo di attuazione concernente le modalità di attuazione dell'Accordo di riammissione tra la Comunità Europea e la Federazione Russa del 25 maggio 2006.
  3. Dichiarazione congiunta tra il ministro degli Affari Esteri ed il vice-presidente del governo e ministro delle Finanze della Federazione Russa per la realizzazione del partenariato bilaterale per la modernizzazione.
  4. Accordo per la semplificazione delle norme di ingresso, soggiorno ed uscita dei membri degli equipaggi di velivoli di compagnie aeree della Repubblica Italiana e della Federazione Russa.
  5. Accordo di collaborazione nell'ambito dello sviluppo delle piccole e medie imprese tra il gruppo bancario italiano UBI Banca e la Banca per lo sviluppo e per l'attività economica estera (Vneshekonombank).
  6. Accordo quadro sulla collaborazione postale italo-russa (Poste Italiane e Elsag Datamat del Gruppo Finmeccanica).
  7. Memorandum di intenti sulla collaborazione nel campo dell'energia elettrica tra ENEL e la società per azioni INTER RAO EES.

Oltre ai succitati accordi, il comunicato stampa diffuso dalla presidenza del Consiglio ricorda come l'interscambio commerciale fra i due Paesi sia cresciuto nel 2010 del 17% rispetto all'anno precedente nonostante la crisi, a testimonianza di quanto oramai i rapporti bilaterali siano stabili.

Come si evince dal precedente elenco, l'entità degli accordi bilaterali stipulati a Sochi, come in altre analoghe circostanze, è di grande contenuto strategico oltre che meramente economico. In gioco non ci sono i semplici (e legittimi!) buoni affari con una delle maggiori potenze mondiali, membro permanente al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ma la stessa sfida per la modernizzazione e l'ancoraggio all'occidente europeo di una nazione come la Russia che, per caratteristiche culturali (Paese sorto nella tradizione cristiana e appartenente alla civiltà giuridica romana) e posizione geopolitica rappresenta un partner necessario per la sopravvivenza stessa della nostra civiltà. La Russia, infatti, non fornisce solamente gas e altre materie prime all'Europa, ma rappresenta un necessario prolungamento orientale eurasiatico di un mondo, quello europeo, in costante declino politico, demografico e persino militare ed esposto alla tumultuosa crescita di attori geopolitici extra europei ed extra occidentali come la Cina, l'India e il mondo islamico.

La politica italiana di attenzione alla Russia, promossa dal presidente del Consiglio Berlusconi almeno dal 1994, va proprio in questa direzione: ancorare l'immensa federazione eurasiatica all'Europa per affrontare insieme le comuni sfide del XXI secolo, come la sicurezza, la lotta ai traffici di droga e di vite umane, l'approvvigionamento energetico, necessario per le economie produttive dell'Europa, e il flusso di investimenti per la modernizzazione delle infrastrutture, vitale per Paesi come la Russia e altre nazioni ex-comuniste.

Come ha ricordato il premier Berlusconi durante la conferenza stampa al termine del vertice di Sochi, «gli ottimi rapporti che intercorrono tra l'Italia e la Russia fanno bene anche all'Occidente». Qualche funzionario di second'ordine con la mente ancora rivolta a prima del crollo del Muro di Berlino può non apprezzare questa realtà, ma sarebbe opportuno che capisse che un mondo con un'Europa marginalizzata e una Russia schiacciata dalla Cina non sarebbe certamente vantaggioso neppure per la sicurezza d'Oltreatlantico.




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Commenti (2)
1. 05-12-2010 19:29
La Russia subito nell'U.E.
Sono d'accordo con Forti, come per altri precedenti articoli sul tema. Da quandò è crollata l'URSS vado dicendo in conferenze e seminari che il nostro destino di Europei sta nell'unificazione politica, economica, strategica, morale dell'Europa dall'Atlantico al Pacifico. Può esservi un'Europa senza Russia, Armenia,Ukarina, Bielorussia, Georgia.
Scritto da Prof. Massimo Scalfati
2. 07-12-2010 09:07
I successi all'estero del governo Berlu
I successi all'estero del governo Berlusconi : gli altri si trastullano con il gossip, il governo lavora. L'Italia ha bisogno di politici seri che lavorano !
Scritto da Roberto Cecchi

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