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Numero 476
del 22/05/2012
L'Italia risale la classifica Ocse sulla qualità della scuola PDF Stampa E-mail
! di Santo Scarfone
scarfone@ragionpolitica.it
  
martedì 07 dicembre 2010

gelmini-mariastella-100.jpgQuanto avvenuto davanti alla casa del ministro Gelmini è un atto gravissimo. La contestazione di una piccola frangia di studenti, che ha appeso uno striscione alla cancellata dell'edificio e scaricato dello sterco davanti allo stesso, è un ignobile attacco personale. L'essersi recati, inoltre, in un luogo costituzionalmente inviolabile come il domicilio sembra ispirarsi più ai metodi di Lotta Continua che a quelli della disobbedienza civile di Thoreau e di Gandhi, ai quali spesso, in maniera ipocrita, questi studenti affermano di rifarsi. La risposta migliore a questi atti biechi è giunta direttamente dall'Ocse. Infatti, i test Pisa (Programme for International Student Assessment), svolti nel 2009 e resi noti in questi giorni, dipingono la situazione della scuola italiana in netta ripresa. L'Italia risulta essere tra i paesi che registrano un incremento maggiore nella qualità tra quelli presi in considerazione. Nello specifico, l'Italia sale di sei posizioni nelle classifiche per la comprensione della lingua italiana, di tre per la matematica e di una per le scienze. Analizzando i risultati, è doveroso evidenziare alcuni dati significativi dal punto di vista sociale.

Innanzitutto, l'Italia inverte una tendenza negativa che durava da un decennio, frutto di un demagogico modo di pensare la scuola, che riteneva, errando, che il rigore accentuasse le divergenze sociali. In realtà, solo una scuola di qualità, che valorizza gli eccellenti e punisce i lassisti, può assolvere al suo naturale ruolo di ascensore sociale.

In seconda analisi, le divergenze qualitative Nord-Sud si riducono. Infatti, sebbene ai vertici della classifica regionale vi siano, ancora, le regioni settentrionali e gli studenti di queste continuino a raggiungere i risultati migliori, con punteggi decisamente superiori alla media Ocse, si registra, però, una svolta positiva per Sud. Gli studenti meridionali, infatti, palesano i progressi maggiori, riducendo notevolmente il divario dai colleghi del Nord. Il merito di questo livellamento verso l'alto delle varie realtà scolastiche italiane va riconosciuto senz'altro alle numerose iniziative promosse in questi due anni dal ministero dell'Istruzione e, in particolare, alla corretta utilizzazione dei fondi Pon.

Terzo punto socialmente rilevante è l'apporto decisivo dato dal gentil sesso. A trainare, difatti, la ripresa del nostro sistema scolastico sono gli eccellenti risultati delle studentesse, che, tranne in matematica, ottengono punteggi decisamente più elevati dei loro compagni maschi. In una società in cui le donne vedono prospettive ridotte rispetto agli uomini, specie in ambito lavorativo, una risposta al problema, anche in questo caso, potrebbe e dovrebbe venire da una scuola di qualità e meritocratica.

In ultimo esame, bisogna constatare che la decisione dell'Italia di selezionare per la prima volta un campione rappresentativo di tutte le realtà geografiche e di ogni tipo di scuola ha permesso di mettere a fuoco la situazione scolastica italiana, delineandone con precisione i punti di forza e quelli d'intervento. A questo proposito, come da tempo rilevato da numerosi analisti economici, il sistema dei licei risulta essere di una qualità superiore rispetto a quello delle scuole di formazione professionale. Un divario che dai dati Ocse emerge in tutta la sua drammaticità e al quale la recente riforma degli ordinamenti scolastici ha dato una prima risposta. È naturale, però, che il rilancio di questo settore delle pubblica istruzione, fondamentale anche e soprattutto per la nostra economia, non può che passare da un serio accordo tra scuole e privati, con una ripresa d'attenzione per quell'impresa che era al centro del programma delle tre «i» dell'allora ministro Moratti.

Concludendo, la fotografia scattata dall'Ocse è quella di un sistema che, se ancora deve fare lunga strada per migliorarsi - e non potrebbe essere altrimenti dopo più di quarant'anni di selvaggia ideologia sessantottina - appare comunque in netta ripresa. Le politiche attuate dal Governo stanno dando i risultati prospettati e l'Ocse, non a caso, ne ha promosso l'operato. Oggi gli unici a ricevere una bocciatura senza appello sono di sicuro i vandali dello sterco e quelli che hanno tentato di far pressione sulla polizia alla prima della Scala, ferendo un carabiniere e un funzionario della Questura di Milano.




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