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Numero 476
del 22/05/2012
Berlusconi ha capito che la Russia fa sul serio PDF Stampa E-mail
! di Gabriele Cazzulini
cazzulini@ragionpolitica.it
  
mercoledì 08 dicembre 2010

bandiera_russia.jpgI mondiali di calcio del 2018 in Russia, che seguono un altro grande evento sportivo, le olimpiadi invernali a Sochi nel 2014, vorranno pur dire qualcosa, no? Il messaggio è forte e chiaro: cara Russia, sei ormai una protagonista del terzo millennio. Non vorremmo sbilanciarci o mostrare eccessiva russofilia, ma questi due eventi globali significano che Mosca ha buona chances per trasformare il secondo decennio del terzo millennio nel decennio della Russia. Sogni? Diciamo prospettive. Ma c'è una realtà che, già oggi, basta e avanza.

In modo silenzioso, senza troppa propaganda, la Russia sta gradualmente guadagnando spazio verso l'Europa. Mosca lo fa sul piano energetico, e non c'è bisogno di riepilogare le guerre del gas con l'Ucraina, ma anche con la Bielorussia e la Bulgaria. Perciò su quel fronte l'Europa non ha alternative, o meglio non ha alternative forti a quelle proposte dalla Russia. Ma non c'è solo l'energia. Mosca ha ricostituito un'unione doganale con Bielorussia e Kazakistan, coprendo un territorio che sfiora l'85% della vecchia Urss. Se poi mettiamo sul piatto il regime change a Kiev, che ha riavvicinato l'Ucraina alla Russia; se non va dimenticato che Mosca è riuscita a scardinare il progetto americano dello scudo anti-missile in Europa; se è importante che proprio la Russia ritorni in Afghanistan per sostenere la Nato; se tutto questo non può essere negato se non a costo di negare la realtà, allora la notizia è che oggi la Russia ha ricostituito la sua forza, recuperando gli anni bui del dopo-Urss.

Dato che il potere russo non è mai stato fermo, immobile, chiuso in se stesso, tutto questo non deve sorprendere. Per Mosca è improbabile oltrepassare la muraglia cinese, visto che Pechino ha un'arma che potrebbe sconfiggere tutti gli arsenali nucleari russi, ovvero un'economia che diventerà la prima al mondo. E' quindi naturale, in qualche modo, che la Russia guardi verso l'Europa. Mosca sarà la protettrice dell'Europa per l'energia e anche per la difesa, oltre ad aprire un ponte con i mercati ed i mercanti dell'Asia.

Tutto questo Berlusconi l'ha capito. Per governare il mondo bisogna governarlo insieme alla Russia, non contro. Altrimenti si finisce soltanto per subire la Russia. Ma l'hanno capito anche gli avversari di Berlusconi, che nel 2007, quando Prodi era presidente del Consiglio, firmarono un accordo storico tra Eni e Gazprom. Piccola nota: il ministro delle Attività Produttive italiano, che appose la sua firma all'accordo, era l'attuale segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Ancora prima, nel novembre 2006, lo stesso governo Prodi definì un'alleanza strategica con la Russia facendo dell'Italia il terminale europeo del gasdotto South Stream. Ma oggi in Italia il clima elettorale e natalizio fa perdere l'orientamento storico e fa dimenticare che con la Russia l'Italia ha sempre fatto grandi affari. Sarebbe realmente grave trasformare le manovre politiche italiane contro il premier in un effettivo cambiamento della politica estera verso la Russia. Ciò porterebbe solo danni e isolamento.




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