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Numero 476
del 22/05/2012
Così cambia in meglio l'Università PDF Stampa E-mail
! di Ragionpolitica
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giovedì 23 dicembre 2010

senatore_possa.jpgIl senatore Guido Possa (Pdl) è presidente della settima Commissione permanente (Istruzione pubblica e beni culturali). Il senatore analizza i punti più rilevanti della riforma dell'università e risponde alle critiche che ad essa sono state mosse in queste settimane.

Senatore Possa, che cosa risponde a chi parla di una riforma fatta di molti tagli alla spesa e di pochi contenuti?

La legge Gelmini consta di 29 articoli, con centinaia di disposizioni. Esso prevede inoltre, nel prossimo futuro, una serie di ulteriori provvedimenti legislativi e di regolamentazione del settore universitario (in tutto 42 ulteriori provvedimenti tra decreti legislativi, decreti interministeriali, decreti ministeriali, statuti universitari, regolamenti universitari). In sostanza, la legge è una riforma imponente, che tocca quasi tutti i principali aspetti della vita universitaria: la struttura di governance dell'università, lo stato giuridico di docenti e ricercatori, le modalità con cui tenere la contabilità e redigere annualmente il bilancio preventivo e il consuntivo economico degli atenei, le modalità di reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari, le modalità di distribuzione del Fondo annuale di finanziamento delle università, le procedure di valutazione delle attività di didattica e delle attività di ricerca dei professori e dei ricercatori, l'incentivazione del merito degli studenti, eccetera. Il provvedimento per sua natura non riguarda l'entità dei finanziamenti dell'università, che sono demandati ad apposite leggi, in particolare alla legge di stabilità (come è attualmente denominata l'annuale legge finanziaria). L'opposizione ha artatamente voluto confondere il problema dei finanziamenti con il problema della riforma dell'università. È quest'ultimo il vero oggetto della legge Gelmini.

Quali sono gli strumenti previsti dalla riforma per avviare un percorso virtuoso che sia finalizzato al miglioramento della qualità della didattica e della ricerca?

Tutta la legge Gelmini è finalizzata all'obiettivo del miglioramento della qualità della didattica e della ricerca, in ogni sua disposizione. Di particolare importanza, a questo riguardo, saranno le procedure di valutazione dell'attività didattica e dell'attività di ricerca, istituite con varie periodicità e affidate a varie strutture responsabili della valutazione. Un ruolo molto importante sarà anche svolto dalla procedura di reclutamento dei professori nelle università, che sarà basata sulla valutazione dell'attività di ricerca svolta nel ruolo di ricercatore (a tempo determinato, con un tempo massimo di sei anni di attività nel ruolo) e sull'abilitazione scientifica nazionale. Assai importante per promuovere la qualità della ricerca e della didattica sarà la distribuzione sempre più premiale dei fondi pubblici di finanziamento delle università.

Uno dei punti contestati da chi si oppone alla riforma dell'università è la distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Consiglio d'Amministrazione, le funzioni di quest'ultimo e la sua composizione, che prevede la presenza di membri esterni. Qual è la sua opinione a riguardo?

La distinzione netta delle funzioni tra Senato accademico e Consiglio di amministrazione non è di per sé un fatto negativo, ma al contrario un elemento di chiarezza nella responsabilità della gestione. Non c'è dubbio che ai Consigli di amministrazione delle università sarà affidata una responsabilità ben maggiore che in passato, in particolare la responsabilità delle decisioni strategiche, quali, ad esempio, la scelta di eventuali nuove sedi universitarie o l'istituzione di nuove facoltà e nuovi corsi di laurea. Queste decisioni devono essere economicamente e finanziariamente compatibili con le risorse dell'ateneo e sarà proprio il Consiglio di amministrazione a garantire tale compatibilità. La prevista apertura dei Consigli di amministrazione a componenti esterni all'università (non meno di 3 componenti su 11 nel caso - verosimilmente il più frequente - di Consiglio di amministrazione di dimensioni massime) non appare affatto stravolgente. Questi componenti esterni, che non saranno mai in maggioranza, svolgeranno certamente una positiva funzione di collegamento dell'università alla società civile.

In che modo la riforma interviene sul tema della promozione del merito all'interno dell'università?

Il merito è incentivato e promosso da molte delle disposizioni della riforma. Per quanto riguarda gli studenti, il merito è promosso in particolare dall'articolo 4, che istituisce un Fondo apposito, appunto il Fondo per il merito. Alle provvidenze di questo Fondo (premi studio e buoni studio) gli studenti potranno accedere nel primo anno di università tramite concorso nazionale, negli anni successivi in base ai risultati degli studi. La promozione del merito dei ricercatori avverrà tramite il superamento dell'esame di abilitazione scientifica nazionale nel settore di ricerca in cui si è inserito il ricercatore, e successivamente attraverso la chiamata diretta nel ruolo di professore associato di ricercatori in possesso di abilitazione da parte delle università. La promozione del merito dei docenti e dei ricercatori di ruolo sarà effettuata mediante valutazioni periodiche della qualità sia della didattica sia della ricerca, valutazioni che tra l'altro incideranno sugli scatti triennali di retribuzione. Il merito verrà anche valutato per intere università, incidendo sulla distribuzione del Fondo di finanziamento ordinario delle università.

Sino ad ora il mondo dell'università ha costituito il terreno di coltura di privilegi, alimentando sprechi non più sostenibili. D'ora innanzi, con l'approvazione della riforma Gelmini, gli atenei saranno responsabili della propria gestione finanziaria?

L'abuso dell'autonomia universitaria (tutelata dall'articolo 33 della Costituzione) ha originato nel recente passato varie patologie, tra cui in particolare una proliferazione eccessiva delle sedi universitarie, l'indizione di un numero spropositato di corsi di laurea e di insegnamenti universitari, talora riguardanti un numero tropo esiguo di studenti, un frequente scadimento della qualità dell'attività di ricerca e della qualità della didattica. Tali malfunzionamenti hanno determinato un deterioramento diffuso della qualità delle nostre università, in particolare in confronto a quelle degli altri Paesi sviluppati. La legge Gelmini intende appunto cambiare profondamente questa situazione, in particolare ripristinando l'elemento essenziale di una corretta gestione finanziaria. Una buona qualità di tale gestione è fondamentale per ricondurre ad una qualità adeguata l'insegnamento superiore dei nostri giovani.

Come si debella la parentopoli all'interno del sistema universitario?

In questi ultimi tempi la stampa ha dato notizia di un'altra patologia che si è insinuata e diffusa nelle nostre università: una immeritata facilitazione all'accesso a posizioni di ricercatore e di professore effettuata a favore di stretti parenti e conviventi, patologia riassunta con l'efficace espressione «parentopoli». La legge Gelmini intende porre fine con decisione a questa disfunzione in vari modi. Prima di tutto l'accesso a posizioni di ricercatore e professore di universitario verrà condizionato ad una effettiva capacità di ricerca, verificata da commissioni formate mediante sorteggio. In secondo luogo, all'articolo 18 è previsto che ai procedimenti di chiamata dei professori di prima e seconda fascia da parte dei dipartimenti (che costituiranno la modalità standard di ingresso all'università) non possano partecipare coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità fino al quarto grado compreso con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata, ovvero con il rettore, il direttore generale o un componente del consiglio di amministrazione dell'ateneo.




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Commenti (1)
1. 28-12-2010 10:28
C ITTADINO ATTENTO E OBBIETTIVO
la riforma universitaria approvata oggi potrà sortire gli effetti desiderati,costituendo perciò il vero spartiacque col passato,se troverà nei decreti attuativi quelle specifiche disposizioni che il riformatore ha dato con la nuova legge. .Plaudo al coraggio con la quale è stata portata avanti, ed ora andiamo avanti.
Scritto da EDELEKIM OIREVAS

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