Il processo di sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione non va in vacanza. E' stato approvato nei giorni scorsi, al termine del Consiglio dei ministri del 22 dicembre, il nuovo codice dell'amministrazione digitale (CAD), che sancisce veri e propri diritti dei cittadini e delle imprese in materia di uso delle tecnologie nella comunicazione della P.A., aggiornando e rilanciando a distanza di anni quello già approvato nel 2005.
I cittadini e le imprese richiedono mezzi più snelli, rapidi e meno costosi per comunicare con le pubbliche amministrazioni. È necessario mettere a disposizione delle amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti, soprattutto digitali, in grado di incrementare l'efficienza e l'efficacia dell'intero sistema pubblico.
L'approvazione del decreto segna così il passaggio dall'«amministrazione novecentesca», fatta di carta e timbri all' «amministrazione del XXI secolo», digitalizzata e sburocratizzata, modernizzando la PA con la diffusione di soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono un forte recupero di produttività. In coerenza con il Piano e-Gov 2012, l'orizzonte temporale dell'intervento è il 2012: il decreto legislativo sarà immediatamente efficace e avvierà un processo che consentirà di avere nei prossimi due anni un'amministrazione nuova, digitale e sburocratizzata.
Il percorso sarà graduale e programmatico, secondo una roadmap che prevede tappe e scadenze ben determinate. Entro tre mesi le pubbliche amministrazioni utilizzeranno soltanto la Posta Elettronica Certificata (PEC) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo. Entro sei mesi le pubbliche amministrazioni centrali pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti istituzionali. Passato il termine di un anno saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA.
Come spiega il ministro Brunetta si tratta di una riforma che nasce dalla convinzione che la digitalizzazione dell'azione amministrativa sia una vera e propria funzione di governo, imperniata sui principi di effettività e risparmio, pietre miliari dell'intera azione riformatrice. Con la prima si introducono misure premiali e sanzionatorie, incentivando, da una parte, le amministrazioni virtuose con la possibilità di quantificare e riutilizzare i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali e sanzionando, dall'altra, le amministrazioni inadempienti. Dalla razionalizzazione della propria organizzazione e dall'informatizzazione dei procedimenti poi, le pubbliche amministrazioni ricaveranno risparmi che potranno utilizzare per l'incentivazione del personale e per il finanziamento di progetti di innovazione.
La Riforma della PA e l'approvazione del nuovo Codice sono dunque le leve fondamentali per aumentare l'efficienza e la produttività della PA. Si stima che un incremento del 10% dell'efficienza della PA produrrà nell'arco di 20 anni un aumento cumulato del 17% del Pil. Non solo effettività e risparmio per le casse dello Stato, ma anche maggiore qualità e trasparenza dei servizi offerti al cittadino, grazie alla digitalizzazione dei rapporti tra pubbliche amministrazioni e imprese - che agevolano la presentazione di istanze, scambi di informazione e documenti -, all'introduzione della sanità elettronica, che definisce nuovi standard di qualità dell'intero servizio sanitario, e alla giustizia digitale, che consente di sveltire il processo, migliorare la comunicazione e ridurre i tempi di attesa della giustizia. La PA del futuro è sempre più vicina.
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