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Numero 476
del 22/05/2012
In Afghanistan l’Italia paga con il sangue il proprio impegno per la democrazia PDF Stampa E-mail
! di Matteo Gualdi
gualdi@ragionpolitica.it
  
mercoledì 19 gennaio 2011

luca-sanna.jpgIl Caporal Maggiore Scelto Luca Sanna, dell'8° reggimento alpini di stanza a Cividale del Friuli, è caduto in Afghanistan nel corso di un attentato all'avamposto (Combat Operating Post, COP) «Highlander», circa 10 Km dalla base operativa avanzata (Forward Operating Base, FOB) di Bala Morghab. Un secondo militare, anch'egli inquadrato nella brigata Julia, è rimasto ferito nello scontro a fuoco e versa in gravi condizione. «Inizialmente ricoverato presso l'ospedale Role 2 di Camp Arena, ad Herat, il militare sarà a breve trasferito presso l'ospedale militare americano di Kandahar», secondo quanto riferisce lo Stato Maggiore Difesa. Dall'esame clinico è emerso che il militare ha riportato ferite da arma da fuoco al collo e al torace, mentre la Tac effettuata ha evidenziato una lesione midollare rendendo necessaria una operazione neurochirurgica.

A spiegare la dinamica dell'attentato costato la vita al nostro soldato è stato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di una conferenza stampa immediatamente convocata, smentendo la tesi secondo cui i nostri militari potessero essere stati vittime di fuoco amico. «Il caporalmaggiore Luca Sanna e un suo commilitone sono stati entrambi colpiti da un uomo che indossava una uniforme afgana e che si è avvicinato loro con uno stratagemma, forse manifestando problemi all'arma», ha detto il ministro. «Dopo aver centrato Sanna alla testa e l'altro militare alla spalla, l'uomo si è allontanato, per questo - ha proseguito La Russa - non è possibile dire ora con certezza se fosse un terrorista che indossava una divisa o un vero e proprio infiltrato nell'esercito afgano. In un caso o nell'altro non si può parlare di fuoco amico, perché è stato sicuramente fuoco nemico». Il ministro della Difesa, esprimendo il proprio cordoglio e quello delle Forze Armate alla famiglia del giovane sardo, ha ribadito che «nonostante il dolore per la perdita di un'altra vita umana, di un militare che stava facendo con forte motivazione il proprio dovere contro il terrorismo in una base avanzata in una zona difficile», tuttavia «questi lutti, ai quali non ci si deve mai assuefare, non mettono in alcun modo in discussione la bontà delle ragioni della nostra missione».

Anche il presidente del Consiglio, oltre ad esprimere «profondo dolore per la morte di un nostro soldato in Afghanistan mentre svolgeva un'importante missione di pace per la stabilità e contro il terrorismo» ha voluto rivolgere un pensiero «ai militari impegnati nelle diverse missioni», ai quali ha rinnovato «l'appoggio e la gratitudine di tutto il Governo per la professionalità e l'umanità con le quali garantiscono libertà e sicurezza nelle più tormentate regioni del mondo». Mentre il ministro Frattini ha sottolineato come «il tragico episodio odierno» sia un ulteriore motivo per «proseguire nello sforzo di stabilizzazione dell'Afghanistan ed ancor più accelerare il processo, già avviato, di transizione ed afghanizzazione che consentirà di trasferire all'esercito ed alla polizia afgani le responsabilità di sicurezza del proprio Paese». Dolore, quindi, ma anche consapevolezza dell'importanza dell'operato dei nostri militari che, come ha ricordato il presidente del Senato, Renato Schifani, nel chiedere all'Aula un minuto di raccoglimento, rischiano ogni giorno la propria vita «per la libertà e la pace e pagano con il sangue il proprio impegno per la democrazia e la sicurezza internazionale». Certo non poteva concludersi in modo peggiore il servizio del Generale Vincenzo Camporini, che proprio oggi ha passato le consegne nella carica di Capo di Stato Maggiore Difesa al Generale Biagio Abrate. Un inizio davvero tragico, indubbiamente rivelatore del difficile compito che da oggi aspetta il Gen. Abrate.




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