Mentre una piccola ma combattiva parte della magistratura va nuovamente all'attacco del presidente del Consiglio, il governo Berlusconi si impegna per la legalità e la giustizia. Come ogni anno, infatti, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha esposto nella sua relazione in parlamento lo stato dell'amministrazione della giustizia in Italia. Del resto l'azione del governo in questo senso è sempre stata costante e continua, nonostante le storpiature demagogiche ed ideologiche di certa stampa nazionale, che ha sempre tentato di mistificare la realtà. Se i risultati della politica di sicurezza non hanno tardato a rendersi percepibili, se i risultati della politica economica hanno consentito al Paese di non sfaldarsi come quelli a guida socialista (Spagna e Grecia), non di meno si notano i progressi del sistema giudiziario grazie alla politica messa in atto in questo settore dal governo Berlusconi.
Nell'ambito civilistico l'azione del governo è più evidente: se, infatti, nel 1980 l'arretrato civile, già allora considerato grave, era pari a 1.394.826 procedimenti, nel 1990 aumentava a ben 2.414.050, incrementato in media da circa 100.000 fascicoli in più ogni anno, mentre nel 2000 raggiungeva il traguardo di 4.896.281 procedimenti ed infine, il 31 dicembre 2009, si avvicinava alla soglia stratosferica dei 6 milioni (quasi un processo ogni dieci italiani), segnando il record assoluto di 5.826.440 di pendenze, con le riforme del processo civile attuate dal governo e con l'informatizzazione dei sistemi giudiziari i miglioramenti hanno cominciato ad essere palesemente registrabili. Come ha ricordato Alfano, «dopo lustri di inesorabile aumento della pendenza dell'arretrato, gli uffici della statistica del ministero hanno registrato quest'anno un risultato clamoroso e straordinario che, negli ultimi trent'anni, si è manifestato una sola volta, in modo analogamente marcato, e cioè il numero dei processi civili pendenti, nel giugno del 2010, è sceso del 4%, arrivando a 5.600.616, con una diminuzione pari a meno 223.824 procedimenti». Anche nell'ambito penalistico si constata un lieve decremento, passando dai 3 milioni e 335 mila procedimenti pendenti fino al 31 dicembre 2009, ai 3 milioni e 290 mila del 30 giugno 2010. Ma non finisce qui.
Il governo Berlusconi è stato, a differenza di altri governi, del tutto inflessibile con la criminalità organizzata, disponendo il più alto numero di provvedimenti autorizzativi di 41-bis. Se ciò non fosse ancora sufficiente, un altro record spetta alla politica giudiziaria dell'esecutivo, cioè l'aver prontamente risposto alle necessità della magistratura, incominciando dal rinfoltimento dell'organico. Il ministro Alfano, infatti, ha precisato che il governo ha predisposto «il più alto numero di posti di magistrati messi a concorso in soli due anni (ben 713, cui si aggiungono i 253 magistrati già assunti nel 2010) per complessive 966 unità», a cui si devono sommare i 1800 posti per la polizia penitenziaria.
Procede di gran carriera, inoltre, l'informarizzazione dell'intero sistema-giustizia italiano: per esempio è stato creato il fascicolo digitale che rende gli atti processuali consultabili per via telematica dalle parti e dai loro difensori; esso è già stato attivato per il processo di cognizione in 10 Corti di appello e in 89 tribunali, nonché, per il processo di esecuzione, in ben 78 tribunali, con una tendenza che andrà a coprire la totalità del territorio nazionale entro breve tempo.
Anche per quanto riguarda il piano carceri la situazione diventa più rosea. Il ministro ha puntualizzato, infatti, che nel 2010 sono stati portati a completamento i lavori di ristrutturazione e di costruzione dei nuovi padiglioni di Cuneo, Velletri ed Avellino, mentre il 31 gennaio 2011 sarà ufficialmente inaugurato il nuovo carcere di Trento, già dal mese di dicembre in parziale attività, con una capienza di circa 250 posti, e inoltre verrà avviata la costruzione di un nuovo padiglione a Piacenza: l'incremento è di circa 1.100 posti carcerari. Un ulteriore incremento di 2.900 posti sarà registrabile a seguito dei lavori negli istituti di Carinola, Ariano Irpino, Modena, Cremona, Terni, Frosinone, Pavia, Santa Maria Capua Vetere, Nuoro, Agrigento, Voghera, Biella, Saluzzo e Gela.
Insomma, mentre una parte turbolenta e minoritaria della magistratura attacca a 360 gradi il presidente del Consiglio, questi, con i suoi ministri e la maggioranza parlamentare, si adopera per migliorare concretamente in tutte le direzioni il sistema della giustizia italiana: sembra che resti soltanto la formazione dei nuovi magistrati, che si spera siano meno ideologi e più giuristi dei loro predecessori.
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