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Numero 476
del 22/05/2012
L'Ue appoggia la richiesta di estradizione di Battisti PDF Stampa E-mail
! di Francesco Natale
natale@ragionpolitica.it
  
venerdì 21 gennaio 2011

battisti_90.jpgIl Parlamento europeo ha approvato una risoluzione bipartisan presentata dai quattro partiti italiani presenti all'europarlamento che sollecita l'intervento politico dell'Europa per convincere il Brasile ad estradare Battisti. La risoluzione non ha carattere vincolante, ma si tratta, obbiettivamente, di un passo avanti significativo verso la sensibilizzazione dell'istituzione europea nei confronti delle vittime del terrorismo.

Così Mario Mauro, capogruppo Pdl al Parlamento Europeo: «La posizione negativa (riguardo all'estradizione di Battisti -nda) della Commissione è nota, ma la nostra iniziativa è solo politica, e punta principalmente all'intervento del Consiglio dei governi per garantire ai parenti delle vittime giustizia e non vendetta».

Presenti a Strasburgo durante la seduta i parenti delle vittime, tra cui Alberto Torregiani che in questi giorni sta promuovendo una petizione on line per chiedere l'estradizione dell'uomo che lo ha reso orfano e paralizzato. La risoluzione ha visto la convergenza bipartisan di tutte le forze politiche italiane. E' rammaricante, però, il fatto che l'aula  nella quale la risoluzione è stata approvata fosse semideserta: sul totale di 736 eurodeputati erano presenti meno di 90. Grazie a Dio per l'approvazione delle risoluzioni Ue basta la maggioranza semplice.

Segno evidente che, oltre al palese disinteresse nei confronti di una questione non solo italiana ma transnazionale, l'affaire Battisti è materia che scotta. Il perché è presto spiegato: fatevi un giro su Google alla voce «Cesare Battisti» e lo capirete da soli. Una raccomandazione: mantenete il sangue freddo e preparatevi al peggio del peggio. Perché vi si spalancherà davanti l'inaudito e abominevole abisso delle doppie verità.

E' drammaticamente straordinario vedere quanti si siano spesi e tutt'oggi si stiano spendendo per tutelare, oltre ogni decenza possibile, un assassino conclamato. E tutti accomunati nel dire che «Cesare Battisti è stato lasciato solo». Come possa soffrire di solitudine una persona che vanta il supporto di Valerio Evangelisti, il gruppo Wu Ming e Fred Vargas, solo per citarne alcuni, lascia come minimo disorientati. A proposito di Fred Vargas, pseudonimo di Frédérique Audoin-Rouzeau, scrittrice e archeozoologa francese che ha pubblicato un libro apologetico sul processo a Battisti (La Vérité sur Cesare Battisti), ho rinvenuto un «episodio telematico» a mio giudizio particolarmente significativo e che ben esemplifica la strategia tipica dei fabbricanti di santini rossi.

Una giovane ragazza italiana scrive sul proprio blog: «Il fatto che una delle mie scrittrici viventi preferite, Fred Vargas, si stia battendo da anni per impedire che Battisti finisca in un carcere italiano mi ha particolarmente incuriosito e così mi sono messa a caccia di informazioni». Le «informazioni» che la giovane, comunque in buona fede, è bene sottolinearlo, ha reperito e linkato sono le seguenti: un articolo di Valerio Evangelisti pubblicato su Carmilla. Tra le «perle» rinvenute nello scartafaccio vale la pena citarne qualcuna: Alberto Torregiani «è assodato che fu ferito dal padre»; Luigi Torregiani fu individuato come bersaglio perché aveva ucciso un rapinatore, Orazio Daidone, che insieme ad un complice «aveva preso d'assalto il ristorante Transatlantico», e la strategia dei PAC (Proletari armati per il comunismo, il gruppo eversivo di cui Battisti faceva parte) prevedeva la rappresaglia estrema contro coloro che «si facevano giustizia da soli»; i PAC non somigliavano alle BR, ma «come tutti i gruppi autonomi non puntavano né alla costruzione di un nuovo partito comunista, né a un rovesciamento immediato del potere. Cercavano piuttosto di assumere il controllo del territorio, spostandovi i rapporti di forza a favore delle classi subalterne, e in particolare delle loro componenti giovanili. Questo progetto, comunque lo si giudichi (certamente non ha funzionato), non collimava con quello delle BR»; i PAC, inoltre, erano «uno dei molti gruppi armati scaturiti, verso la fine degli anni '70, dal movimento detto dell'Autonomia Operaia, e dediti a quella che chiamavano "illegalità diffusa": dagli «espropri» (banche, supermercati) alle rappresaglie contro le aziende che organizzavano lavoro nero, fino, più raramente, a ferimenti e omicidi». «Più raramente», capito? Mica sempre. E che sarà mai se questi criminali «raramente» ricorrevano alla violenza terminale per «punire» comuni cittadini vessati da un clima di paura, odio di classe diffuso, illegalità legalizzata e santificata dall'opera indefessa di tanti «intellettuali», a cominciare dalle prestigiose firme in calce al manifesto contro il commissario Calabresi, che li costringeva alla reazione armata per la tutela di legittimi e non negoziabili diritti soggettivi (quello alla vita, per esempio)?

Quindi desumiamo da questo poche e poco sopportabili righe che: i PAC avevano un progetto che, «comunque lo si giudichi non ha funzionato». Come se fosse implicito che la strategia terroristica dai PAC fosse un nodo gordiano non risolto, un «progetto» che comunque non può essere affrettatamente liquidato come «criminale» ma è necessario approfondire per omnia secula seculorum, poiché bisogna capire ed immedesimarsi nello zeitgeist di allora, immergersi negli anni '70 e capire che, in fondo, per la temperie «culturale» e «politica» del tempo c'erano svariate caselle morali in cui archiviare gli omicidi e, quindi, svariati macro-archivi in cui a seconda dell'esigenza del momento si raggruppavano, distinguendole, differenti forme di illegalità. C'erano gli omicidi giusti e quelli sbagliati. C'era l'illegalità giusta e quella sbagliata. L'illegalità diffusa, quindi, non è un crimine: è qualcosa a cui si è «dediti» per un fine morale superiore. La rapina viene da Evangelisti declassata a «esproprio», fornendo così al reato una spessa patina di nobiltà.

E il tutto veniva compiuto, ricordiamolo, per «spostare i rapporti di forza a favore delle classi subalterne, in particolare delle loro componenti giovanili». Ma attenzione: Evangelisti non è che la punta dell'iceberg. Qualora, dopo la lettura dell'articolo su Carmilla, vi sia rimasto sufficiente spirito di abnegazione fatevi un giro sui siti della sinistra di base. Scoprirete così che il caso Battisti è in pratica diventato materia referendaria tra chi assolve in toto e chi lo considera «moralmente ma non materialmente implicato». Un distinguo importante, che rende davvero giustizia alle vittime.

In definitiva, la strategia consolidata degli «evolues» è sempre la stessa: gettare palate di nebbia e di sabbia negli occhi. Generare il massimo rumore di fondo possibile per frantumare la verità in minuscoli quark che la rendano non più conoscibile; macellarla, insomma, per poi, come tanti novelli Baroni von Frankenstein, ricomporne il cadavere a proprio uso e consumo, rianimarlo e mandarlo in giro, abbietto e sfigurato, nelle sconfinate campagne della Rete per instillare dubbi e menzogna negli incauti o poco informati lettori...




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Commenti (3)
1. 23-01-2011 15:23
L'UE appoggia l'estradizione di Battis
Finalmente Battisti avrà quello che si merita per avere causato sofferenze ad altri...il detto dice:"CHI SBAGLIA PAGA!!!"
Scritto da Mitch
2. 23-01-2011 16:41
occhi aperti..........
D'accordo, ma non facciamo che dopo qualche mese le Università rosse (quasi tutte) gli danno una cattedra per insegnare!!!!!
Scritto da pipi'
3. 23-01-2011 18:39
condivido questo articolo
Condivido pienamente le vostre affermazioni esposte nella lettera.Noi cattolici dobbiamo collaborare, affinchè il Presidente Berlusconi possa superare nel miglior modo possibile questo periodo difficile. Penso come cattolico che dopo il Governo Berlusconi, la chiesa andrà incontro a gravi problemi. Nazzario Blasi
Scritto da nazzario.blasi

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