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Con quel mix di umorismo e pragmatismo che lo contraddistingue lunedì Berlusconi ha affiancato il ministro del Turismo, Michela Brambilla, nella presentazione dell'iniziativa «Pdl al servizio degli italiani». Secondo lo spirito del Pdl, che nasce tra la gente e per la gente, viene creata una rete di punti di servizio, attraverso cui offrire in modo assolutamente gratuito assistenza di tipo fiscale, previdenziale, assicurativa, finanziaria che avrà diffusione capillare, città per città, comune per comune, toccando anche i più piccoli. Un'azione capillare di informazione e di servizio ai cittadini che ha già ottenuto un un buon riscontro da parte di chi ha deciso di creare autonomamente, nel proprio territorio, questi punti di servizio, che sono i tasselli di un'associazione nazionale indipendente che si riconosce nei principi del Pdl ma a cui possono aderire tutti. Non solo un progetto, ma qualcosa di più concreto: sono già 500 i punti già avviati e operativi, e fra un mese e mezzo verranno presentati i primi mille in Italia. Un'opportunità di lavoro per chi deciderà di aprire un network nel proprio territorio e offrire assistenza al cittadino.
Un'attività di patronato e Caf che va a sovrapporsi con quanto offerto dai sindacati, potrebbero obiettare i soliti detrattori. No, si vuole andare oltre, offrendo una più vasta gamma di informazioni e servizi ai cittadini: informazione e assistenza fiscale e previdenziale, prima consulenza legale - mediazione e conciliazione, controversie condominiali, difesa del consumatore -, informazioni sui diritti delle persone diversamente abili, informazioni sul diritto di famiglia, pari opportunità e diritto allo studio, orientamento nei rapporti con la pubblica amministrazione, solo per citare alcuni esempi. L'elenco completo dei servizi che verranno erogati è disponibile sul sito www.alserviziodegliitaliani.it, diviso per le categorie di stakeholder ai quali è rivolto: giovani, famiglie, lavoratori, donne, pensionati, imprese.
L'iniziativa parte dalla consapevolezza che una delle cose che maggiormente soffrono i cittadini è il rapporto con le istituzioni, intesa come burocrazia, e si vuole essere ancora di più al loro fianco per tutto ciò che riguarda la loro vita quotidiana, per i problemi grandi e piccoli che si trovano a gestire, quale che sia la loro età, sesso, ceto sociale o provenienza.
A margine della conferenza stampa il premier fa una disanima dei problemi italiani, snocciolando dati e confronti internazionali: l'eredità di un debito pubblico esorbitante che ci costa ogni anno il 5% del Pil, un ecologismo di sinistra che ha impedito all'Italia di sviluppare una politica energetica in linea con quella degli altri Paesi che hanno investito sul nucleare -come la Francia, che si è dotata di 85 centrali nucleari dall'alto livello di sicurezza da cui paradossalmente importiamo energia proprio noi che abbiamo dato i natali ad Enrico Fermi, il padre della fisica nucleare - e non ha certo incentivato lo sviluppo delle infrastrutture, la cui arretratezza pesa sulle spalle di tutti gli italiani. E ancora, una Pubblica Amministrazione pletorica ed inefficiente, spesso vissuta come una vessazione burocratica dal cittadino e dall'imprenditore, che costa agli italiani 4.300 euro contro una media europea di 3.300, per modernizzare la quale si sta lavorando molto, ma come tutte le rivoluzioni ideologiche ha bisogno di tempo per attecchire. Tempi della giustizia civile assolutamente impossibili e non adeguati a un paese europeo, per i quali l'Europa ci impone spesso sanzioni. Un sistema istituzionale che dà poco margine di azione al premier che si trova imbrigliato ed irretito da intralci e veti incrociati.
Una situazione non facile, se si aggiunge la crisi internazionale e le turbolenze attuali nel nord del Mediterraneo, per la quale sono state messe in atto varie riforme, che ora potranno procedere più spedite grazie ad una maggioranza che, dopo la diaspora finiana, affrancata dalla zavorra statalista della componente che fa capo al Presidente della Camerane, esce più compatta e coesa, pronta a portare avanti quel progetto liberale di cui è fautrice.
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