freccia_long
Numero 476
del 22/05/2012
Un altro passo in avanti verso il federalismo fiscale PDF Stampa E-mail
! di Carlo D'Andrea
d'andrea@ragionpolitica.it
  
sabato 26 marzo 2011

federalismo100.jpgUnità d'intenti e volontà di superare le divergenze sono i fattori che giovedì hanno consentito l'approvazione del decreto attuativo sul fisco regionale nella bicamerale per il federalismo fiscale. Un successo politico di enorme rilievo per la maggioranza, che è riuscita ad ottenere in commissione l'astensione del centrosinistra sancendo così, di fatto, la condivisione di un tassello fondamentale del nuovo assetto federalista.

Questo decreto, che forse rappresenta il cuore della riforma federale, stabilisce che dal 2013 ogni Regione finanzierà le proprie funzioni con tributi propri, senza ricevere più trasferimenti dal centro. Questo sarà reso possibile da un complesso di compartecipazioni o addizionali ai tributi erariali e dalle quote del fondo perequativo che garantirà il finanziamento della spesa per i servizi fondamentali: sanità, assistenza, istruzione e trasporto. Nel comparto sanità scatteranno dal 2013 i costi standard: tre Regioni - una del nord, una del centro e una del sud - costituiranno i benchmark di riferimento per le spese di tutte le altre. Nessuna di queste tre Regioni dovrà avere un piano di rientro, e una di esse dovrà essere scelta tra le piccole.

Sul fronte fiscale il decreto non determinerà di per sé un aumento delle imposte, ma un'autonomia impositiva che potrà essere orientata in un senso o nell'altro dall'amministrazione regionale. L'inasprimento fiscale potrà essere legato alla necessità da parte delle Regioni meno virtuose, nella gestione dei propri bilanci, di far leva sulle addizionali. Per converso ogni Regione potrà ridurre le aliquote Irap fino ad azzerarle, aumentando così la competitività del proprio territorio per le imprese. Come per il fisco comunale, anche a favore delle Regioni è prevista inoltre una compartecipazione al gettito scaturito dalla lotta all'evasione fiscale rispetto al recupero dei propri tributi.

Il testo, che ora dovrà essere licenziato definitivamente da Palazzo Chigi, è frutto del confronto serrato, ma non pregiudiziale, tra i ministri e i presidenti di Regione guidati da Vasco Errani (Pd), governatore dell'Emilia Romagna, che ha riconosciuto il rispetto, da parte del governo nazionale, di tutti gli impegni assunti lo scorso dicembre. L'accordo in Conferenza Stato-Regioni ha, infatti, preceduto il via libera della bicamerale, confermando un'attuazione del federalismo fiscale non calata dall'alto ma realizzata attraverso il confronto con le istituzioni locali. Un percorso tutt'altro che conflittuale, come vorrebbero necessariamente «svelare» certe critiche dei terzopolisti probabilmente scottati dalla neutralizzazione dei propri voti.

Il decreto contiene importanti modifiche proposte dalle Regioni e accolte dal governo. In primo luogo è stato sciolto il nodo relativo al finanziamento del trasporto pubblico locale (Tpl): una partita da 425 milioni di euro. Palazzo Chigi reintegrerà queste risorse per il 2011 tenendole fuori dal patto di stabilità interno e rendendole quindi spendibili dalle Regioni. La fiscalizzazione del Tpl partirà quindi dal 2012.

La possibilità di aumentare le addizionali Irpef regionali slitta invece dal 2011 al 2013: il decreto prevede una manovrabilità graduale che va dallo 0,5% per il 2013 al 2,1% per il 2015. Sui redditi del primo scaglione Irpef (fino a 15 mila euro) la maggiorazione non potrà mai superare lo 0,5%. Per assicurare la piena copertura delle funzioni svolte dalle Regioni, evitando un inasprimento della pressione fiscale locale, infine il governo ha riconosciuto una clausola di salvaguardia che consente il reintegro dei tagli previsti dalla manovra del 2010 - per il 2012 ammontano a 4,5 miliardi - là dove i vincoli di finanza pubblica non ne consentissero l'attuazione.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento č necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata