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Numero 476
del 22/05/2012
L'America Latina e il fronte del no all'intervento in Libia PDF Stampa E-mail
! di Maria Chiara Albanese
albanese@ragionpolitica.it
  
martedì 05 aprile 2011

kirchner_cristina.jpgIl fronte nordafricano e le operazioni belliche in Libia fanno riflettere sull'evoluzione che il diritto internazionale sta vivendo dalla fine della guerra fredda ad oggi. Una modificazione degli equilibri internazionali i cui risvolti peseranno non solo sul Medio Oriente. L'America Latina riflette e si interroga su cosa implicherà tutto ciò per il Cono sudamericano, per la propria stabilità regionale ed interna. Se l'allineamento di Chávez e Castro al fronte anti interventista appare quasi naturale, soprattutto per il rapporto personale che i due leaders hanno con il raís, le ultime dichiarazioni della presidentessa argentina Cristina Fernández de Kirchner hanno palesato che il gruppo del no raccoglie nuovi sostenitori.

Mentre il presidente venezuelano aveva difeso a spada tratta Gheddafi sin dai primi giorni della rivolta, quando aleggiava il sospetto della repressione governativa, poi concretizzatosi in realtà, la sua omologa argentina si era trincerata dietro un silenzio stampa, interrotto soltanto pochi giorni fa. In una conferenza congiunta tenutasi il 29 marzo nella sede presidenziale di Casa Rosada, la Kirchner ha affermato: «Quando osservo il mondo che risolve le proprie questioni a suon di bombardamenti, mi sento orgogliosa di essere dell'America del Sud».

Le parole critiche della presidentessa argentina piovono sul capo di Obama a poche settimane dalla chiusura del suo tour latinoamericano, che ha destato più scontento che acclamazioni per l'«uomo nuovo» della Casa Bianca. «In nome della libertà, della democrazia, bombardano, invadono, finiscono e distruggono. Neanche la conquista spagnola arrivò a tanto. Quello era un impero che conquistava, non andava parlando di democrazia. L'impero portoghese non venne a parlare di democrazia. Questi no. Giungono bombardando, massacrando, in nome della democrazia. È il colmo del cinismo». Così Fernanda Kirchner ha risposto alle domande dei giornalisti che le chiedevano che cosa pensasse della situazione libica e dell'intervento armato della coalizione dei volenterosi. «Il petrolio libico è quello che alimenta soprattutto l'Europa, perché non ha una sola goccia di petrolio nelle sue riserve naturali. Questo è l'obiettivo».

Il diritto internazionale non trova spazio nelle affermazioni dei leaders latinoamericani. Il vero assente di questa pagina di storia è proprio lui, privato della propria essenza impositiva, denigrato nella propria applicazione, snaturalizzato. Il timore che aleggia nel continente latinoamericano non è la disapplicazione del diritto internazionale: ciò che intimorisce è il poter essere la futura Bengasi, è che la discrezionalità nell'applicazione del concetto di «ingerenza umanitaria» possa configurarsi nelle repressioni governative castriste, nell'anarchia delle favelas brasiliane, nella res nullius di Ciudad del Este, nello Stato senza Stato messicano. Servirebbe una riflessione comune, condivisa, internazionale. Timori di certo fondati, anche se il disinteresse aleggiante nelle stanze dei bottoni statunitensi ed europee verso l'America Latina non fanno certo pensare a questa eventualità.




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Commenti (4)
1. 14-04-2011 23:01
Argetina
La realtà è che l' Argentina non ha ancora dmenticato il decisivo aiuto prestato dagli USA agli inglesi durante la guerra delle Malvinas (Falklands) del 1982. Uno schiaffo per tutti gli argentini, di destra come di sinistra, peronisti e non peronisti
Scritto da Andrea Forti
2. 06-04-2011 17:39
L'America Latina e il fronte del no all
Il gruppo dell'Alternativa Bolivariana ha sempre paura, ma deve anche cercare di screditare gli Stati Uniti e i loro alleati. Ormaiol o fanno automaticamente. Il manuale del perfetto Idiota Latinoamericano deve ancora ingrossare le sue pagine. 
Grazie Maria Grazia e Ragionpolitica per le informazioni importanti che riportate
Scritto da Carlos carralero
3. 09-04-2011 22:39
La America Latina
La verità che l'America Latina non può dire niente, prima ad essere determinati come sono l'unico paese che non vi è salvabile dal Brasile, il resto sono impossibili da vivere Disabilita tutto, in particolare il paese del presidente Kirchner e il suo amico dal Venezuela Chavez, sono paesi in cui l'insicurezza è terribile non si può camminare per le strade tranquille x, rubare, rapire e uccidere voi 2 pesos. Questo è il risultato di paesi con ideali comunisti che arricchiscono solo i presidenti. Quindi io non meglio dire nulla, non in Europa o negli Stati Uniti, o la Libia o niente. 
il mio modesto parere 
Alicia.
Scritto da Alicia
4. 10-04-2011 09:18
La America Latina
Un problema riguardo ai paesi musulmani è il fatto che la democrazia non funziona in nessun paese islamico. L'unico paese del Medio Oriente democratico è Israele, anche la popolazione musulmana vi ha i diritti civili migliori delle nazioni arabi. I movimenti civili, ispirati anche dall'Internet, ora esigono della democrazia, ma Gheddafi ha represso con violenza armata quella gente. 
L'intervento dei paesi NATO può  
spostare il dittatore dal gioco, nel paese con i diritti civili e umani peggiori del mondo, ben confrontabile al Corea del Nord, ma non mi sembra che possa portare molta democrazia che veramente funzioni in un stato in cui il jihadismo musulmano è il filo rosso del pensiero della popolazione, escluso le piccole minorenze come i cristiani del paese. Esiste il riscio che un altro gruppo o leader non democratico prenderà il potere, solo promettendo la democrazia a prendersi il potere,come 
ad esempio i Fratelli Musulmani in Egitto, possano fare, secondo presidente Mubarak.
Scritto da Elisa Sipilä

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