Una domenica nera, quella appena trascorsa, per il leader spagnolo Luis Zapatero. «Abbiamo perso». Queste le sue parole all'indomani della proclamazione del risultato elettorale, che ha bocciato un programma politico incapace di fronteggiare le difficoltà di un paese sull'orlo della crisi. Un bilancio assolutamente in negativo per Zapatero e la sua squadra. Chiamati alle urne per le consuete elezioni regionali ed amministrative in Spagna, gli spagnoli non hanno rinnovato la propria fiducia al presidente del Consiglio e il suo partito politico, che ha subìto la più imponente sconfitta politica da sempre. Il panorama politico spagnolo si ricompone e rimodella sulla volontà popolare, riflettendo sugli esiti inaspettati di un voto sul quale ha certamente influito la crisi economica e lavorativa, le proteste degli Indignatos e su cui aleggia il fantasma dell'estremismo terroristico dell'Eta.
È lo stesso Zapatero ad ammettere la sconfitta di fronte ai giornalisti a poche ore dalla fine dello spoglio elettorale. Un vero e proprio terremoto politico tutto da sviscerare nel suo significato più profondo, soprattutto per la Spagna, una delle tigri europee degli anni '90, oggi nel baratro della crisi economica e sociale. Una sconfitta sulla quale ha forse pesato la rivolta dei giovani indignados, che hanno minato la credibilità della sinistra zapaterista, consegnando i voti dei mancini a Izquierda Unida (IU), unico partito ad appoggiarli esplicitamente.
Il Partido Socialista Obrero Español - Psoe - perde ben 8 punti percentuali rispetto alle ultime elezioni del 2007, quando aveva conquistato il 34,9% delle preferenze. Rispetto alle ultime politiche del 2008, il dato si mostra ancor più nella sua drammaticità: i socialisti allora, infatti, avevano ottenuto il 43,6%. Un elettorato che si restringe sempre più a vista d'occhio, lasciando spazio a vecchi partiti come il Partido Popular, PP, (che è cresciuto di circa 2 punti percentuali) o IU. Dunque chi è il vincente? In maniera preoccupante lo è il Bildu, unione tra il centro-sinistra di Eusko Alkartasuna (EA), Alternatiba, una scissione di Iu, e il fronte degli etarra. Un partito contestatissimo dai popolari e dalle famiglie delle vittime del terrorismo basco che però è riuscito a conquistare San Sebastian e arrivare secondo in altre due regioni basche.
Il Partido Popular di Rajoy è riuscito ad espugnare le roccaforti socialiste di Extremadura e Castilla la Mancha. I comunisti di IU si sonon accaparrati una piccola percentuale di preferenze, mentre il partito Bildu ha conquistato la seconda posizione nella «torta elettorale». Il Psoe, il partito di Zapatero, ha ricevuto una sonora bocciatura soprattutto dalle frange di cittadini più giovani, che si sono spaccati, rivolgendo il proprio sguardo gli uni verso il PP gli altri nel movimento degli Indignatos, che in questi giorni ha catalizzato l'attenzione della stampa internazionale. Negli ultimi tre anni, infatti, la percentuale di disoccupazione è schizzata a livelli mai raggiunti prima dalla fine della dittatura franchista. Ciò ha spinto gran parte delle fasce più giovani a far confluire le proprie lamentele e proteste nel movimento degli Indignatos: pur di ispirazione di sinistra, il movimento ha negato il proprio sostegno politico al Psoe, bocciandone a pieno la politica sociale messa in campo negli ultimi anni.
Una cartina tornasole del declino di Zapatero è la magnifica Barcelona: dopo più di 32 anni di governo, oggi la città simbolo della Catalogna verrà guidata nei prossimi anni dal vincente Xavier Trias, esponente del partito nazionalista di centrodestra CiU, che ora deve ottenere l'appoggio del PP (che ha conquistato la terza posizione del podio elettorale). Il Psoe perde gran parte delle città simbolo spagnole: Siviglia, Saragozza, Cordoba e Jean, solo per citarne alcune.
La Spagna ha deciso di catalizzare le proprie speranze in un cambio politico, che preoccupantemente rivolge il proprio sguardo verso quei movimenti e alleanze partitiche che contano tra le proprie fila simpatizzanti del terrorismo etarra. Un pericolo segnale cui tutta l'Europa dovrebbe prestare attenzione.
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