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Numero 476
del 22/05/2012
Attentato ai militari italiani in Libano PDF Stampa E-mail
! di Gerardo Cervone
cervone@ragionpolitica.it
  
venerdì 27 maggio 2011

libano-attentato-100.jpgUn veicolo militare italiano (VM) della Forza Unifil II schierata nel Sud del Libano, durante lo svolgimento di un convoglio insieme ad una colonna di altri automezzi sulla superstrada a sud di Sidone (città portuale a 40 chilometri a sud di Beirut), è rimasto coinvolto al passaggio da una forte esplosione. Secondo fonti dello Stato Maggiore della Difesa sarebbero rimasti feriti sei tra militari e civili di cui uno gravemente. Il personale coinvolto nell'incidente fa parte della Brigata Aosta, grande unità dell'Esercito stanziata in Sicilia, si tratta della prima missione in Libano, dopo varie missioni svolte negli anni passati nei Balcani. L'Aosta schiera sul terreno unità tratte da quasi tutti i suoi reparti: Lancieri di Aosta, sesto Reggimento bersaglieri, quinto reggimento fanteria Aosta, 62esimo reggimento fanteria Sicilia, quarto reggimento Genio guastatori e il reparto comando e supporti tattici Aosta.

Proprio il 10 maggio scorso c'era stato il passaggio di consegne nel settore ovest della missione Unifil, in Libano, alla presenza del Sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Biagio Abrate, del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Giuseppe Valotto e del Comandante di Unifil il Generale spagnolo Alberto Asarta Cuevas, fra la brigata di cavalleria «Pozzuolo del Friuli», tornata in Italia a conclusione della missione, e la brigata meccanizzata «Aosta». Al termine della cerimonia erano stati consegnati anche 27 autocarri medi «Acm 80» alle Forze armate libanesi, donati dal governo italiano. Il Parlamento ha autorizzato per questa missione la partecipazione di 1.780 militari.

L'Onu, attraverso il Dipartimento del PeaceKeeping Operation (DPKO), ha confermato venerdì a New York l'esplosione contro un proprio convoglio logistico della missione Unifil in Libano. L'ordigno, a quanto si apprende dalle prime fonti giornalistiche giunte sul posto, era stato nascosto dietro la barriera di cemento armato sul ciglio della superstrada che collega la capitale al porto meridionale. La tv libanese Future afferma che il convoglio era composto da quattro veicoli e la deflagrazione ha colpito l'ultimo mezzo con targa Unifil - 8377

Tra i primi commenti a caldo del governo sull'attentato ai nostri militari c'è stato quello del Ministro degli esteri, Franco Frattini che ha affermato: «Mi giungono dal Libano notizie drammatiche, che suscitano grande dolore e sentimenti di profondo cordoglio. Mi rivolgo ai familiari, ai quali esprimo la mia vicinanza più sincera ......ed auguro pronta guarigione ai feriti. Dobbiamo alla missione Unifil un contributo decisivo alla stabilità in una delle aree più sensibili della regione mediorientale -  ha proseguito il ministro - ed è per questo motivo che l'Italia è vicina ai suoi militari che danno prova di straordinaria professionalità e senso del dovere».

Si riaccende improvvisamente un fronte per il nostro Paese che, dopo gli ultimi avvenimenti internazionali, era stato considerato tra quelli dove rivedere gli impegni in atto (risorse e uomini impiegati), in modo da spostarli in altre aree di crisi, ma dopo gli ultimi drammatici avvenimenti queste considerazioni andranno sicuramente riviste.




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