freccia_long
Numero 476
del 22/05/2012
Napoletani beffati dal loro eroe PDF Stampa E-mail
! di Ylenia Citino
citino@ragionpolitica.it
  
martedì 21 giugno 2011

spazzatura-napoli-100.jpgNapoli brucia. Napoli puzza. E nel frattempo si infiamma di proteste e di vapori tossici. Nemmeno il caro buon De Magistris ha la bacchetta magica. Proprio lui, in uno sciagurato venerdì 17, aveva sbandierato la sua arma migliore: il populismo demagogico. Durante una conferenza stampa aveva dato sfoggio della sua magniloquenza: «In quattro-cinque giorni la città e la provincia di Napoli saranno liberate dalla spazzatura!» Tuttavia, il Re Mida dei rifiuti, colui che vorrebbe trasformare la spazzatura in oro, deve ancora fare i conti con una serie di impicci.

Primo: l'Asia, società che gestisce i servizi di igiene urbana nel capoluogo campano, ha comunicato in uno sconcertante dispaccio che la quantità di rifiuti ancora da smaltire ammonta a 2.360 tonnellate solo a Napoli (e circa 19 mila in tutta la provincia). Un ammasso che si accumula pericolosamente di ora in ora. A peggiorare la situazione si aggiungerebbe lo sciopero dei lavoratori della Lavajet, una ditta appaltatrice incaricata di prelevare le tonnellate di immondizia del centro di Napoli. Dunque, procedere alla liberazione delle strade diventa sempre più un'operazione di straordinaria difficoltà.

Secondo: le baruffe politiche non vengono incontro all'emergenza. Solo ieri il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, aveva provato a scalzare l'inerzia, approvando tre diversi siti di trasferenza su cui smistare gli eccessi. Con una capienza di 21 mila tonnellate, le aree individuate fra Acerra e Caivano avrebbero consentito di mettere una pezza al problema. Ma, ancora una volta, c'è chi vuole tenersi buoni i propri elettori e così il sindaco di Caivano, Antonio Falco, ha lanciato il suo personale ultimatum: «Piuttosto che ritirare l'ordinanza, mi dimetto». Irritato per non essere stato consultato dal Prefetto (ma non era un'emergenza?), il sindaco forcaiolo aveva, infatti, emesso un'ordinanza che vietava l'accesso ai mezzi con i rifiuti nell'area designata. Col risultato di fomentare i manifestanti schierati di fronte al capannone e pronti a installare un presidio fisso, per impedire l'ingresso ai prossimi camion.

Terzo: a mettere a rischio la credibilità del sistema ci sarebbe anche il nuovo e, a quanto pare, redditizio, business della Tarsu. A ben 32 milioni di euro ammonterebbe il gettito della tanto odiata «tassa sulla monnezza», che però non sarebbe mai finito nelle casse smunte del Comune. L'Aip (Azienda Italiana Pubblicità) , con sede a Milano, era la società, oggi fallita, incaricata di riscuotere questo ed altri balzelli per conto di alcuni enti. Proprio la GdF di Milano aveva cominciato ad indagare sulla misteriosa scomparsa di circa 50 milioni di euro, riscossi e mai girati alle amministrazioni. In buona sostanza, secondo quanto ritiene il gip, l'Aip non faceva altro che spostare il denaro su altri conti correnti, per farlo poi finire nelle tasche dei consiglieri e degli amministratori furbetti. E così, mentre questi sono finiti ai domiciliari per peculato e bancarotta fraudolenta, importanti dirigenti sono indagati. Spicca fra questi Ida Alessio Vernì, compagna di Raffaele Tecce, ex senatore rifondarolo. Quattro anni di riscossione tributi e il Comune di Napoli non si era mai «chiesto» che fine avessero fatto. L'amministrazione Iervolino aveva già mostrato i suoi limiti al tempo in cui, per fronteggiare l'aggravarsi della crisi, Berlusconi aveva dovuto inviare sul posto il commissario Bertolaso. Ma i cittadini, non contenti, hanno voluto premiare alle ultime amministrative l'icona vivente delle inchieste archiviate, il beneamato «Giggino». Con il risultato che, anche stavolta, traboccano le promesse (come quella sulla raccolta differenziata). Ma quante di queste, e non è solo un gioco di parole, dovranno essere archiviate?

Insomma, De Magistris avrà un bel da fare in questi giorni. Il tempo scorre e tutti si chiedono se mai sarà in grado di mantenere la sua promessa. Ma le ore sono corte e i napoletani diventano sempre più furibondi. Chi l'avrebbe mai detto che proprio loro, quelli che pagano una tassa sui rifiuti fra le più alte d'Italia, sarebbero stati beffati così clamorosamente? Di rifiuti a Milano non ne vogliono vedere neanche l'ombra. Eppure nessuno sapeva che, grazie a quegli stessi rifiuti, qualche milanese navigava nell'oro.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Commenti (2)
1. 27-06-2011 11:14
Napoletani beffati dal loro eroe
Ma guarda caso, i magistrati napoletani indagano sul Governatore Caldoro e non su De Magistris. Dovrebbe alzarsi un coro di indignazione dal centrodestra a difesa di Caldoro, evidenziando la faziosità di certa magistratura. Incredibile!
Scritto da Maria Stella Longo Deichmann
2. 28-06-2011 17:26
Rsu soluzioni
Il problema dei rifiuti urbani non si risolve se: 1) non ci sono gli impianti idonei per la selezione ed il riciclo 2) il selezionato e/o riciclato non ha un vero mercato, cioè mercato non drogato dagli incentivi (si sono solo fatti altri rifiuti solo più costosi e con spreco di energia, per di più inquinando)3) ci si ostina a non voler fare gli inceneritori 4) non si punta sulla digestione anaerobica del putrescibile con produzione di biogas, che bruciato produce energia elettrica incentivata ("verde") e calore e invece si privilegia quella aerobica, con produzione di compost che non ha mercato ed è pure un processo energivoro 5) non si abbandonano obbiettivi irreali della differenziata iperspinta fino ai rifiuti zero (rapporto costi benfici negativo).
Scritto da Carlo Cerofolini

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata