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Numero 476
del 22/05/2012
Castrismo venezuelano PDF Stampa E-mail
! di Carlos Carralero
carralero@ragionpolitica.it
  
mercoledì 13 luglio 2011

                                                                                                  LEGGI LA VERSIONE IN SPAGNOLO

hugo-chavez_fidel-castro1.jpgChe il Venezuela sia la provincia cubana più grande lo sanno in molti, anche se pochi riflettono sul trasferimento delle peggiori abitudini dalla metropoli alla sua filiale politica sudamericana. Mentre il Venezuela sfrutta le sue risorse e la popolazione viaggia irrimediabilmente verso il cammino di Cuba, Chávez regala ai Castro all’incirca cento mila barili di petrolio giornalieri. Nonostante il Venezuela sia uno dei maggiori produttori di petrolio del mondo e che Chávez ha vissuto il più importante boom petrolifero della storia del paese, come ricompensa i venezuelani possono contare con uno dei tassi di crescita più bassi dell’America Latina, con tagli giornalieri dell’elettricità – fotocopia castrista – e scarsità di cibo tra le altre vicissitudini.

Colmo dei colmi, ha iniziato ad importare elettricità dalla Colombia. Tutto ciò, amici sudamericani, è solo l’aperitivo economico chavista perché si preparino alla loro miseria. Il Venezuela è inoltre il centro dell’Alba (Alternativa Bolivariana), una sorta di surrogato del Tricontinental con sede a La Avana. Un’altra invenzione castrista che cerca di occupare il vuoto lasciato dall’ex blocco sovietico. L’Alba così come la Tricontinental sono laboratori per sperimentare violenza e appoggio a tutti i movimenti terroristi con ambizioni di destabilizzazione dell’Occidente. Per non defraudare i seguaci della sovversione di sinistra, Chávez che è un clone – alcuni lo chiamano anche il clown – politico di Castro, vuole imitare il peggio del castrismo, anche se non è facile definire quello che è il male minore di questa dottrina che ha demolito i migliori valori dell’Isola e contaminato una buona parte del continente americano.

Chávez, secondo le notizie, soffre della stessa malattia di Fidel Castro: cancro intestinale. Sinceramente, non vedo alcuna chiarezza in questo cripticismo politico. Per due ragioni. La prima. Per l’anniversario dell’indipendenza del Venezuela, Chávez non sembrava essere malato. La seconda. Il programma politico del popolo e socio-economico che per più di mezzo secolo ha conosciuto il popolo cubano è quello della cosiddetta «politica occulta» e non c’è stata una vera certezza della reale rotta della «Revolución». Mentre Fidel improvvisava discorsi e manovre d’emergenza, Raúl amministrava le Forze Armate e tutto quello che gli procurava soldi e sicurezza per mantenere il potere. Non si dice nulla sulle ripetute ischemie di Fidel Castro. Si parla solamente del suo intestino. Venezuelani, Ecuadoriani, Boliviani etc, preparatevi per un nuovo pezzo del repertorio Castro-stalinista: il Segreto di Stato!

Traduzione di Maria Chiara Albanese 




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