freccia_long
Numero 476
del 22/05/2012
Berlusconi difende l'Italia dall'assalto anti-italiano PDF Stampa E-mail
! di Ylenia Citino
citino@ragionpolitica.it
  
martedì 13 settembre 2011

440-13.jpgNon ci sorprende affatto la reazione banale e scontata della nostra opposizione alla visita del premier a Bruxelles. È sempre lo stesso gioco, che si ripete da vent'anni. Da quando, a partire dal '94, Silvio Berlusconi ha tentato di cambiare il volto politico del nostro paese. Tentativo ancora in corso, nonostante la crisi, accompagnato come sempre dal fervente «zelo» dei magistrati. Silvio si presenta a Bruxelles con l'ottimismo di sempre. È tranquillo sulla manovra, ha già un ventaglio di soluzioni per fronteggiare quella volatilità dei mercati che rosicchia di giorno in giorno l'economia reale. Chiede all'Europa un'azione comune per l'aumento dell'età pensionabile, promette rigore e disciplina per un futuro pareggio del bilancio. Ma non basta. Perché sa, e lo dice a chiare lettere, che la sinistra non si arresta di fronte alla crisi aperta, non depone l'ascia di battaglia neanche quando ci si avvicina alla soglia del burrone. Lo ha fatto solo per far passare (astenendosi dal classico ostruzionismo) due manovre che poi ha avversato. Fiancheggiata dai sostenitori della Camusso che sono scesi in piazza per contarsi.

Eppure, l'unico ossigeno che come sempre fa vivere e tenere compatta l'opposizione è (sic!) l'odio viscerale contro il premier, un odio che confluisce nei frequenti tentativi di destabilizzazione del governo, finendo per rovinare l'immagine del paese all'estero. Lo stiamo vedendo con la riesumazione delle vicende di Tarantini e Lavitola (che fanno tanto divertire gli editorialisti del New York Times). Lo vediamo ancora con la pubblicazione di stralci di intercettazioni che mai nessun paese civile si sognerebbe di diffondere. Infine, l'ultimo episodio lo abbiamo visto con il tentativo di sgambetto alla Merkel, becero più che mai, nato da una voce di Facebook, nato da una soffiata,  da un pettegolezzo del Transatlantico, da chi parrebbe aver udito semplici chiacchiere pour parler. Ma non ci vuol nulla a costruire casi mediatici quando riguardano Berlusconi.

Proprio mentre l'Italia deve mostrarsi al massimo della sua credibilità, facendo bella mostra di una classe politica unita con l'obiettivo comune di sanare le voragini dei conti pubblici, i cori antiberlusconiani (diventati ormai anti-italiani, perché fanno del male a tutti) non tacciono. E così dobbiamo assistere ai sit in di protesta all'arrivo del Presidente in Belgio. Ai soliti Di Pietro e Belisario che non hanno altri argomenti oltre al «Se ne vada!». Alla arcinota macchina del fango che preferisce dar man forte alla magistratura. Su questo, in particolare, occorre compiere una brevissima digressione. Il capo della Procura di Napoli Lepore e il Pm Woodcock hanno ventilato l'ipotesi di accompagnamento coatto a testimoniare. Perché l'udienza fissata è andata deserta a favore di un viaggio, quello a Bruxelles, fatto dal Presidente per mostrare all'Europa l'impegno del nostro Paese a risanare l'economia e ritenuto, invece, di comodo dalle solite malelingue. Le medesime, però, non lo avrebbero per caso attaccato ugualmente qualora si fosse verificata l'ipotesi opposta, ovvero che egli si fosse presentato in udienza, disertando l'incontro con Van Rompuy? Si sarebbero di certo levate voci di sdegno alla scena di uno statista che avesse tralasciato gli affari istituzionali per le proprie beghe personali.

Qual è l'esito di tutto ciò? Ancora una volta, la risposta è intuitiva. Rovinare l'immagine di Berlusconi non fa altro che rovinare l'immagine del nostro paese all'estero. Lo ha detto lui stesso al Consiglio Europeo: «L'opposizione critica la manovra con un unico desiderio: dare una spallata al governo, senza rendersi conto che in questo modo darebbe una spallata all'Italia». Anche Mario Mauro, presidente degli eurodeputati del Pdl, rileva la permanenza di un «clima di ostilità» suscettibile solo di danneggiare l'Italia e i tentativi di rimetterla in piedi.

Eppure il problema non è solo nostrano. Il contagio si invera. La crisi innesca spirali di regresso anche negli stati che fino a ieri sembravano ignifughi, come la Finlandia. La Francia sta assistendo a una pesante crisi bancaria. Credit Agricole e Bnp Paribas hanno visto scivolare i loro titoli in borsa nel giro di pochissimo. E la Germania forse dovrà imparare a scendere dal suo piedistallo per tendere una mano. Il premier ha già elencato gli ingredienti della ricetta: bisogna portare avanti il progetto degli eurobond, creare una agenda di politica estera univoca, fortificare la governance politica e finanziaria europea. Insomma, credere davvero nell'Unione dell'Europa. Senza moneta unica e senza Ue non si va da nessuna parte.

Che si fermi un attimo, allora, quell'opposizione che oggi rema contro. Altrimenti, e gli italiani lo capiscono, faranno la fine dell'uroboro, il serpente che si mangiava la coda, girando sempre su se stesso senza arrivare da nessuna parte. Un semplice e triste paradosso illogico.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Commenti (1)
1. 13-09-2011 18:57
La credibilità politica dell’Italia
L’attuale situazione politica italiana, se non ci fossero gravi problemi di stabilizzazione dei conti pubblici e di sviluppo economico-industriale, si potrebbe definire paradossale e surreale, rovinando ancora di più l’immagine e credibilità di questo benedetto Paese, ammesso che ce ne fosse ancora bisogna. Alcune reparti dell’opposizione non hanno alcun senso di responsabilità. Lo ha dimostrato l’Italia dei valori affermando un contro senso: “Meglio nessuna manovra finanziaria che una finanziaria sbagliata”, ciò significherebbe (gli concediamo la buona fede) che è meglio che l’Italia vada in “default” con questo Governo (precisiamo: governo di tutti gli italiani!). Si può essere più irresponsabili di cosi. Mah! E come se non bastasse ci mette del suo anche la Procura di Napoli: ”Se Berlusconi non si presenta entro domenica prossima, chiederemo ! Follia, pura follia e tanto odio verso la persona Berlusconi, una persona lesa. E dovrebbe essere la Magistratura, e non la parte lesa, a formulare con realistica certezza qual è il reato in cui è stato lesa la persona Berlusconi. Non si può afferamre genericamente: “C’è qualcuno che dice che si tratti di “prodigalità”, altri invece di “ritorsione”. E questa sarebbe la Magistratura che dovrebbe difendere i cittadini con giusti processi? E Napolitano, tanto loquace e solerte nel “bacchettare” questo Governo e la sua maggioranza, non “sbiascica” una sola parola. Come si può pensare che questo Paese si possa salvare e rimanere in piedi da un eventuale e pericoloso “default”! Possibile che ad una certa opposizione e qualche onorevole dissenziente della maggioranza non entri nella testa che un Paese non unito e compatto e preda della speculazione più selvaggia? Citando un passo del Vangelo (che qualche cattolico dovrebbe conoscere): “Quando un potere è diviso in se stesso, non può reggere, prima o poi cadrà”. Grazie dell’attenzione. 
Antonio
Scritto da Antonio

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata