freccia_long
Numero 476
del 22/05/2012
Parigi più Berlino: nein, danke PDF Stampa E-mail
! di Ylenia Citino
citino@ragionpolitica.it
  
martedì 11 ottobre 2011

merkel-sarkozy.jpgSarkozy e la Merkel epicamente convengono che la penuria di liquidità di credito nelle banche rischia di contagiare l'economia reale. E dunque, per evitare la funesta evenienza, occorre agire, compatti più che mai, e salvare la barca che affonda. Bene, bravi. Ma il fine non giustifica i mezzi, se questi sono totalmente sprezzanti del metodo comunitario, guadagnato a fatica dopo secoli di guerre ed astio.

Frattini ha ragione quando evoca la nascita di uno pseudo direttorio franco-tedesco in Europa. L'incontro fra i leader delle due economie più solide dell'eurozona parrebbe voler creare una tacita conventio ad excludendum. Conclusosi con le tipiche affermazioni di rito: vogliamo modifiche importanti ai trattati europei (di che tipo?), vogliamo una soluzione duratura per la Grecia (ma come?), auspichiamo un rinforzo del fondo salva-Stati (e di quanto?), in realtà il bilaterale nasconde altro. Il messaggio di fondo è chiaro ed è stato ben evidenziato dal nostro ministro degli Esteri. I due paesi sono ancora rimasti parzialmente immuni dalla crisi che sta contagiando il resto dell'Europa. La Germania ha assistito per adesso solo ad una flessione delle sue esportazioni, mentre la Francia sta cominciando a soffrire la piaga dell'illiquidità nel settore bancario con i primi problemi di Société Générale, Bnp Paribas e Crédit Agricole (senza contare il salvataggio per nazionalizzazione della franco-belga Dexia, numero uno dei finanziamenti alle collettività locali). Del resto, nessuno dei due leader ha intenzione di vedersi costretto a mettere in agenda impopolari piani di austerità per fronteggiare crisi importate. Meglio non tergiversare, rischiando di arrivare a livelli di crisi tali per cui non si potrebbe più tornare indietro.

La soluzione è dietro l'angolo: camminare a braccetto ma isolati, anche in vista del G20 di Cannes del 3 e 4 novembre, e predisporre un deciso firewall per mettere «quei» paesi in quarantena. Così si aggiunge altro fumo alla scena. Perché, a fronte delle smentite da parte di fonti diplomatiche franco-tedesche su «infondate» preoccupazioni italiane, dall'altra sponda dell'atlantico Obama fa pervenire l'approvazione indiscussa a qualsivoglia strategia definita dalla coppia. E il britannico The Economist sembra fare da spin doctor con la sua ricetta per la guarigione in tre passi: uno, ricapitalizzare le banche; due, permettere alla Grecia di fare default (e abbiamo ampiamente discusso i rischi e pericoli di una possibile dichiarazione di insolvenza di Atene); tre, emarginare Spagna e Italia che, se non sono ancora a rischio default, sono però pericolosamente infettivi.

Eppure, quest'atteggiamento di leggerezza verso problemi ritenuti altrui, unito alla neanche tanto velata ipocrisia sull'obiettivo di risolverli in modo concertato, fa da cornice all'attuale situazione. Il vertice dei paesi dell'Eurozona è stato rimandato al 23 ottobre. La ratifica del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria è stata congelata dall'incertezza della Slovacchia, che per approvare il rinforzo a 440 mld di euro (contro gli attuali 250) dovrà probabilmente mettere ai voti la fiducia. Infine, e questo è peggio, si sta mettendo in atto un ritardo (dicono) «tattico» sull'elargizione degli aiuti promessi a luglio ad Atene, spingendo la Grecia a implorare clemenza alla Trojka.

Forse oggi, in un contesto di polemiche e divisioni, bisognerebbe ascoltare il monito di Tom Sargent e Chris Sims, vincitori del nobel all'Economia. Essi ribadiscono che la soluzione non è nella rottura del puzzle europeo, nemmeno nella presa di decisioni unilaterali, bilaterali o comunque monolitiche. «Se voi europei non credete nel vostro progetto, non è spezzando gli anelli deboli che lo salverete», affermano. Occorre creare un'autorità finanziaria comune, in grado di decidere le politiche fiscali ed emettere gli eurobond. Perché l'Europa o la si fa tutti o non c'è per nessuno.




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata