freccia_long
Numero 476
del 22/05/2012
Case di Dio e Ospedali degli uomini PDF Stampa E-mail
! di Luca Negri
negri@ragionpolitica.it
  
venerdì 09 dicembre 2011

case_di_dio_e_ospedali_degli_uomini.jpg

Preferiamo non rituffarci nella polemica infondata sull’Ici evasa dalla Chiesa. Anche perché sarebbe ora che chi continua a dipingerla come un parassita in debito con lo Stato, cominciasse ad ammettere quanto l’Italia di oggi, l’Europa e l’intero Occidente siano in debito con il cattolicesimo e la religione cristiana. Come minimo per alcune conquiste di civiltà di cui tutti beneficiamo, laicisti inclusi. A partire dalla dignità riconosciuta in ogni essere umano in virtù dell’Incarnazione divina; questa ha prima corroso il sistema schiavista dell’antichità pagana e poi messo le basi culturali ed etiche per la democrazia moderna.

Il corpo non era più una tomba dell’anima per il vero cristiano, andava degnamente onorato e curato, come riflesso dello stesso Dio che si fece carne. I sofferenti nel corpo e nella mente meritavano ancor più attenzione, sostegno, compassione proprio perché in loro continuava l’agonia di Cristo che redime il mondo e salva dalla morte. Ecco le basi teologiche che permisero all’Europa cristiana, o meglio ancora tutta cattolica, di far sorgere luoghi ospitalità ed assistenza medica. Ce lo ricorda un bel libro di Francesco Agnoli (insegnante, saggista, giornalista per il Foglio e Avvenire), Case di Dio e Ospedali degli uomini, pubblicato dall’editrice Fede & Cultura.

Una breve lezione di storia caldamente consigliata. Certo, il cristianesimo non ha inventato la medicina, nata invece nella Grecia antica. Ma ha contribuito enormemente al suo sviluppo, alla fuoriuscita dall’infanzia magica e superstiziosa. Ed è bene ricordare che Ippocrate e i suoi primi seguaci non esercitavano la loro arte in strutture ospedaliere. Il mondo pagano era fondamentalmente fatalista, e classista; accettava la schiavitù, praticava l’eutanasia infantile quando si trovava fra le mani un «diversamente abile» considerato frutto dell’ira di qualche divinità e improduttivo per la società. I poveri, i matti, i malati gravi del popolo non meritavano assistenza, semplicemente dovevano sopportare il loro avverso destino. Era un determinismo spietato imparentato con le religioni orientali, poi rispuntato in Europa con il calvinismo che nega del tutto l’utilità delle opere e confida nella sola predestinazione. Non a caso le grandi pestilenze che imperversarono negli anni successivi alla Riforma luterana videro più morti e meno sacrifici di sacerdoti in Germania ed Olanda che nel resto d’Europa.

Invece il primo monachesimo italiano e francese si dedicò alla copiatura e alla trasmissione dei manuali di medicina greci ed aprì ospizi e case di cura, ovviamente senza pretendere denaro in cambio. Dobbiamo ai monaci agostiniani e benedettini i primi ospedali, ma il merito non si ferma al clero. Molti laici più o meno benestanti, soli o riuniti in confraternite, fondavano, finanziavano e gestivano asili per i bisognosi (malati, indigenti, orfani, anziani, trovatelli, prostitute). Agnoli nomina benefattori noti, come San Camillo de Lellis, Florence Nightingale, Madre Teresa di Calcutta ma ci fa anche intuire quanti nomi di giusti andrebbero fatti, quanto sacrifico ed impegno di illustri sconosciuti cristiani hanno reso il mondo un posto migliore per viverci. Tra l’altro, si tratta un ottimo esempio, tuttora fulgido, di applicazione pratica della dottrina sociale della Chiesa, del principio di sussidiarietà: i cittadini uniti da una fede comune offrivano servizi alla comunità colmando le mancanze dello Stato. Le istituzioni politiche si accorsero con ritardo di secoli di quanto fosse giusta, razionale e umana l’esistenza degli ospedali pubblici; pressappoco all’epoca di Napoleone, tanto che i primissimi ricoveri statali non furono altro che beni ecclesiastici sequestrati ai legittimi proprietari.

 




Condividi questo articolo
Segnala su OK NotizieDigg!Twitter!Google!Live!Facebook!Yahoo!



Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >


fb_ok.jpg
newsletter-new2.jpg

 

sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, testata giornalistica Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis s.a.s. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena
Scrivi alla redazione © 2003-2012 Ragionpolitica Riproduzione riservata