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Numero 476
del 22/05/2012
Quella falsa liberalizzazione targata Pd PDF Stampa E-mail
! di Luca Giannini
giannini@ragionpolitica.it
  
lunedì 19 dicembre 2011

liberalizzazione-farmaci-supermercato1.jpg

La Camera dei Deputati ha approvato il decreto «Salva-Italia» con 402 si e 75 no, dopo che il Governo aveva posto la Fiducia, ottenendola con 495 voti favorevoli, 88 contrari e 4 astenuti (no di Lega e Idv). L’Esecutivo Monti ha incassato questo terzo voto di Fiducia, perdendo per strada 61 voti rispetto al pieno fatto in occasione del suo insediamento il 17 novembre scorso al Senato e il giorno dopo alla Camera. Il testo finale è arrivato in Aula emendato e migliorato su molti aspetti e questioni, ma in questi giorni ha suscitato molte polemiche il capitolo delle cosiddette «liberalizzazioni», che erano state inizialmente previste per farmaci, taxi e professioni. In particolare era stato originariamente stabilito che anche le cosiddette «parafarmacie» nelle città con più di 12.500 abitanti potessero vendere in appositi corner degli ipermercati e centri commerciali i farmaci di fascia «C», quelli che necessitano di ricetta medica e sono interamente a carico dei contribuenti.

Questo tipo di liberalizzazione è una vecchia idea targata Pd che a molti è sembrata arrecare vantaggi soprattutto alla grande distribuzione gestita dalle Coop rosse del centro-nord Italia. Si è tornati allora con la memoria al 2006, quando l’attuale segretario Pd Bersani, da ministro dello Sviluppo economico del Governo Prodi, aveva provato a dare una mano alle Coop, liberalizzando con le sue famose «lenzuolate» la vendita dei farmaci da banco, come ad esempio l’aspirina. Ed in effetti da allora sono nate circa 3500 parafarmacie soprattutto negli iper e supermercati delle Cooperative per un giro d’affari stimato intorno ai 2 miliardi di €.  Contro tale provvedimento ci sono state forti resistenze nel Governo stesso, a cominciare dal sottosegretario al Tesoro Polillo, dal Pdl in Parlamento – in particolare con gl onorevoli Corsaro, Crimi e D’Ambrosio Lettieri – e nei rappresentanti di categoria, costringendo il Governo Monti a fare retromarcia, grazie soprattutto alla tenacia del Popolo della Libertà in Commissione Bilancio della Camera, che ha fatto approvare un apposito emendamento sospensivo, il quale in sostanza incarica l’Agenzia italiana del farmaco – «sentito il ministero della Salute» (in una versione precedente, poi corretta a penna, si diceva «d’intesa», formula che sarebbe piaciuta di più a Bersani) – a stabilire entro 120 giorni un elenco, periodicamente aggiornabile, «dei farmaci che vengono comunque esclusi dalla vendita in ambito commerciale diverso dalle farmacie». Soddisfazione è stata espressa dal presidente nazionale di Federfarma Annarosa Racca che spiega come «con la precedente formulazione la grande distribuzione si sarebbe semplicemente accaparrata il mercato del farmaco. Il Governo è tornato indietro perché sarebbe stata una scelta non in linea con l’Europa, visto che in nessun Paese Ue si vendono farmaci con ricetta fuori dalle farmacie».

Insomma, le farmacie hanno semplicemente rivendicato un loro diritto comunitario, anzi per la Racca, «l’unica lobby che si stava muovendo era quella del carrello». Insomma il Pd stava quasi per un pelo riuscendo a far approvare una liberalizzazione contro l’Europa, proprio da un Governo che è nato in ottemperanza a necessità di politica economica europea. Immediate le scomposte reazioni del Pd, con Bersani che ha dichiarato di essere stupefatto dalla chiusura e debolezza della manovra sulle liberalizzazioni e Franceschini che ha accusato l’Esecutivo di aver avuto «poco coraggio di resistere».

In definitiva il Pd voleva far passare questa liberalizzazione sul farmaci di fascia C come un vantaggio per i consumatori, che avrebbero avuto un abbassamento dei prezzi. Ma il partito di Bersani era in malafede perché ridurre i prezzi dei farmaci di fascia «C» è impossibile per legge, dal momento che questi vengono fissati dallo Stato insieme alle industrie farmaceutiche, e quindi si tratta di prezzi fissi e immodificabili su tutto il territorio nazionale. Dunque, quella appena sventata era una liberalizzazione fasulla che avrebbe favorito i soliti noti (le Coop Rosse) ma anche alcune multinazionali delle medicine, che da tempo hanno puntato gli occhi sul nostro mercato, rischiando di sfasciare l’intero sistema farmaceutico. Anche nelle precedenti «lenzuolate» farlocche di Bersani nel 2006 si invocavano giustificativamente migliaia di nuovi posti di lavoro. Invece, ad approfittare della «ventata liberista» sulle compresse per il mal di testa è stata soprattutto la grande distribuzione delle coop, mentre, come è accaduto anche per telefonini, auto e banche, i prezzi dei farmaci liberalizzati sono rimasti sostanzialmente invariati ed in alcuni casi sono addirittura aumentati.




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Commenti (4)
1. 22-12-2011 21:01
Sempre i soliti
Ma è possibile che la sinistra abbia ancora certi segretari?....Allora è vero che la famosa legge elettorale porcellum è anche per loro perchè probabilmente il Renzi o il Vendola non li vorrebbero proprio nei loro listoni.Solo per la cronaca la moglie di tal segretario è una farmacista, e se ce l'avesse con qualcuno? Per carità non è sicuramente così, ma ci si potrebbe vedere un conflitto di interessi anche qui o no?
Scritto da Gil Gamesh
2. 28-12-2011 22:13
Gli sconti sui farmaci di fascia C
In effetti nel provvedimento avevano anche previsto lo sconto ma in modo assolutamente inapplicabile in quanto consentiva lo sconto al Cittadino ma l'industria avrebbe ceduto il farmaco al farmacista con lo sconto previsto e non trattabile. 
La solita illusione che avrebbe ancora danneggiato chi i farmaci li acquista, per le rivendita, solo in Italia.
Scritto da Sarvas40
3. 28-12-2011 22:07
Articolo vergogno
Chiedo che l'articolo venga corretto perche' cosi' dice cose non veritiere. Intanto, l'analisi non e' totale, ma limitata alle sole coop. Deve sapere che ci sono tante parafarmacie gestite con professionalita' da farmacisti indipendenti, io sono uno di questi, e che vanno incontro ai cittadini con sconti che le farmacie non fanno, anzi in alcuni casi noto anche aumenti dei prezzi (vedi moment). La liberalizzazione della fasci C sarebbe stata una bella occasione per aumentare il potere d'acquisto dei cittadini a costo zero per lo stato. Andiamo all'ultimo capoverso, questo e' un FALSO!!!! Il decreto avrebbe tolto il vincolo di prezzo come riportato nell'articolo 32. Pertanto chiedo che venga rettificato cio' che ha scritto per correttezza nei confronti di chi legge il suo articolo!!!!
Scritto da Micuzzo
4. 31-12-2011 15:51
liberalizzazioni
salveranno italia i farmacisti tassisti giornalai, 
la liberalizzazione di questi mestieri ci fara' pagare meno tasse......................................
Scritto da carla rizzo

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