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Numero 476
del 22/05/2012
Approvata la manovra di Mario Monti PDF Stampa E-mail
! di Ilaria Bifarini
bifarini@ragionpolitica.it
  
sabato 24 dicembre 2011

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La manovra Monti con 257 sì e 41 no ha ottenuto  la fiducia al Senato ed è diventata legge, con una maggioranza inferiore di 24 voti rispetto a quella incassata la scorso 17 novembre. Al voto contrario della Lega si è aggiunto quello di Idv, Svp e Union Valdotaine. Compatto il fronte del Pdl che, come dichiarato da Berlusconi, ha accettato di votare questo decreto scegliendo il male minore, pur non essendo d'accordo in alcune parti. Pensione e fisco i punti cardine della manovra. Il grosso del risparmio verrà proprio dalle pensioni, con l'introduzione del metodo contributivo per tutti. Viene inoltre accelerata l'equiparazione dell'età pensionabile delle donne a quella degli uomini: dal 2018 sarà di 66 anni. Per le pensioni di anzianità occorreranno almeno 42 anni di contributi, mentre chi lascerà prima perderà il 2% del trattamento ogni anno. Sul fonte del Fisco torna la tassa sulla prima casa, la tanto invisa Ici che prende il nome di IMU, inasprita da una rivalutazione monetaria delle rendite catastale che renderà più pesante questo tributo per tutti gli immobili. Lotta senza frontiere all’evasione è il grande leitmotiv del governo dei tecnici.

Scende da 2.500 a 1.000 euro la soglia dei pagamenti in contante. Anche la P.A. pagherà cash solo le somme sotto questa soglia. «Mentire al fisco» assume inoltre rilevanza penale, diventando un reato. Equitalia, l’agenzia nazionale di riscossione dei tributi, assume un nuovo potere: un database completo di tutte le transazioni finanziarie di ogni conto corrente italiano, anche in assenza di un sospetto di evasione fiscale, che le banche sono tenute a consegnare automaticamente. Azioni di controllo molto forti, che richiedono estrema cautela e competenza da parte di coloro che sono deputati ad attuarle.  

Le province diverranno enti di secondo livello, ma solo alla loro scadenza naturale. Anche gli stipendi dei consiglieri circoscrizionali saranno sì aboliti ma solo dalla prossima consiliatura. Arriva un tetto agli stipendi dei manager delle società pubbliche non quotate e per quelli della pubblica amministrazione, ma per questi ultimi però è possibile una deroga con un Dpcm. Comuni e Regioni potranno invece aumentare l'addizionale Irpef dallo 0,9 all'1,23%
.

Per discutere e avere un confronto sull’approvazione venerdì mattina si è tenuto a Palazzo Chigi l'incontro tra i vertici del Pdl e il presidente del Consiglio. Secondo il segretario Angelino Alfano si è trattato di un incontro svoltosi in spirito costruttivo e pre-natalizio. Clima sereno e positivo confermato da Maurizio Gasparri, nel quale si è parlato di riforme del lavoro, di liberalizzazioni e di agenda europea.

Il Pdl ha invitato il governo ad affrontare i veri nodi delle liberalizzazioni, che riguardano l'energia, i trasporti e servizi pubblici locali, ovvero i centri nevralgici «di potentati e di gruppi d'interesse» Sul mercato del lavoro la linea esposta dai rappresentanti del Pdl è quella di evitare sollecitazioni drastiche che hanno un impatto devastante: il governo deve concentrarsi su un dialogo sociale costruttivo. Infine è stato affrontato il tema della Ue, fondamentale per il presidente dei Senatori del Pdl, secondo il quale l'Italia «deve poter discutere e dire la sua in Europa, per questo serve un confronto preventivo con il governo e anche a livello parlamentare». Con la fiducia incassata dal Governo e la collaborazione offerta dai partiti l’immagine dell’Italia in Europa è salva.

Occorre ora un impegno serio e tempestivo su misure mirate allo sviluppo e alla ripresa dell’economia del Paese, scongiurando nel modo più assoluto che un eccesso di austerity e rigidità dei controlli possa sfociare in un pessimismo nelle aspettative future e in un senso di oppressione dal fisco da parte del cittadino che inibisca i consumi. Puntare sulla crescita dopo un intervento di emergenza come quello della manovra è una priorità imprescindibile per il Paese.




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