«Se al partito di Bersani, di D'Alema e di Fassino restasse un rimasuglio di dignità e di sensibilità politica, archivierebbe immediatamente la canea inscenata sulle liste elettorali e si accingerebbe ad aprire un confronto sui programmi e le proposte sulla base delle quali ciascun partito chiede il consenso dei cittadini per governare le Regioni che vanno al voto, prima che l'Italia si balcanizzi definitivamente e Di Pietro diventi davvero l'unico leader della sinistra italiana». Lo ha dichiarato il coordinatore nazionale del Popolo della Libertà e ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, in riferimento all'atteggiamento del Partito Democratico nei confronti del decreto interpretativo in materia elettorale varato venerdì dal governo.
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