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Il Csm mina le fondamenta dell'ordinamento democratico |
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giovedì 11 marzo 2010 |
Il documento votato all'unanimità dal Csm persegue due obiettivi e determina due conseguenze. Il primo obiettivo è quello di contribuire ad intorbidire la acque e di drammatizzare il clima politico già incandescente alla vigilia delle elezioni. Il secondo obiettivo è quello di aggredire per l'ennesima volta il Presidente del Consiglio, negando addirittura ad un leader politico e rappresentante delle istituzioni il diritto di parola e di espressione politica.
La prima conseguenza, invece, di questo voto del Csm è di diminuire ancora di più la fiducia dei cittadini nell'organo di autogoverno dei magistrati, che si comporta alla stregua di un organo politico in contrasto con lo spirito e la lettera della Costituzione. La seconda conseguenza della decisione del Csm è quella di minare alle fondamenta il nostro ordinamento democratico che si fonda sull'equilibrio dei poteri, e non sulla prevaricazione di un organo di rappresentanza dei magistrati, cioè di funzionari civili, rispetto alla rappresentanza legittima della sovranità popolare.
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