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mercoledì 10 settembre 2008 |
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Ragionpolitica sostiene che il nuovo partito debba essere ad un tempo nazionale, popolare e liberale e crede che Forza Italia, fondendosi con Alleanza Nazionale e con altri gruppi del Popolo della Libertà, mantenga l‘appello inscritto nel suo nome. Pensiamo che il nuovo partito sia, come Forza Italia, un partito di libertà in tutti gli spazi della vita sociale. Il suo riferimento è l‘Italia come civiltà, come popolo e come nazione.
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mercoledì 10 settembre 2008 |
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Come reagire alle sfide globali? Il IV Governo Berlusconi pone come leva dello sviluppo, oltre alla tutela dell‘interesse e dell‘unità nazionale, la difesa del patrimonio non solo materiale, ma anche spirituale e culturale del Paese.
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mercoledì 10 settembre 2008 |
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Da sempre i convegni di Gubbio hanno presentato Forza Italia come forza di governo. E sarà così anche per quanto riguarda il Popolo della Libertà, che nasce come partito di governo chiamato a garantire la tenuta del Sistema Italia nel mondo globalizzato.
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lunedì 01 settembre 2008 |
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Il fatto determinante delle elezioni del 2008 è stato il sentimento che
il centrodestra aveva scelto una via differente dall‘ideologia (anche
quella liberale) per governare l‘Italia. Quando i problemi diventano
mondiali è la realtà del sistema paese a essere rilevante. E‘ per
questo motivo che il Berlusconi IV punta tutto sulla qualità del
sistema Italia.
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mercoledì 20 agosto 2008 |
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I portavoce di molte istituzioni missionarie, del volontariato e
dell‘associazionismo cattolico hanno manifestato nei giorni scorsi la
loro vicinanza al settimanale paolino «Famiglia Cristiana» e alla sua
battaglia contro le politiche del governo Berlusconi.
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mercoledì 18 luglio 2007 |
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«Lettera ad una professoressa» di Don Milani occupa il posto di
Bildungsroman per una intera generazione. Che cosa, oltre ad un
profondo antiautoritarismo, rese quel testo chiave di lettura del
mondo? Don Milani attaccò da sinistra il Pci.
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venerdì 15 giugno 2007 |
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La storia si prende sempre le sue rivincite, prima o poi. C‘è una
lezione storiografica che va oltre le valutazioni politologiche nel
fallimento della manifestazione anti-Bush organizzata sabato scorso
dalla sinistra radicale, così come ce n‘è una nella crisi generale
della sinistra europea, ed è l‘anacronismo, il ritardo storico nella
valutazione dei fenomeni contemporanei.
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