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martedì 24 agosto 2010 |
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Entro il fine settimana le ultime truppe Usa lasceranno l'Iraq. Siccome la situazione è ancora critica, gli americani manterranno in Iraq una forza di circa 50mila militari fino alla fine del 2011. Nonostante lo scetticismo ancora diffuso in tutti i media, non si può parlare di una guerra perduta. Se ora queste truppe possono permettersi di ritirarsi in pace è perché la guerra l'hanno vinta.
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mercoledì 21 aprile 2010 |
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Tre leader di Al Qaeda sono stati uccisi da due blitz iracheno-americani in meno di 24 ore. Uno di essi, in particolare al Masri, era un fedele seguace di Ayman al Zawahiri, braccio destro di Bin Laden. Tale notizia è molto rilevante, sia per l'attualità dell'Iraq, sia dal punto di vista storico: confuta la tesi secondo cui «in Iraq, prima dell'invasione americana, non c'era terrorismo».
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mercoledì 07 aprile 2010 |
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Al Qaeda, fino a tre anni fa, controllava in Iraq intere province, mentre ora è tornata nell'ombra. Tutto sommato quella svoltasi in Iraq è una guerra vinta. La guerra civile fra sunniti e sciiti non è scoppiata e il risultato principale auspicato con le elezioni è già stato raggiunto: nessun partito politico riflette la visione politica e i fini di Al Qaeda. Non esiste in Iraq l'equivalente dei Talebani in Afghanistan.
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mercoledì 10 marzo 2010 |
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Nel 2005 l'Iraq era appena uscito da una dittatura solo nominalmente «laica», ma di fatto settaria, portavoce dei soli sunniti, che infatti, in occasione delle elezioni di quell'anno, boicottarono le urne in massa. Oggi, al contrario di allora, sciiti e sunniti coesistono in diversi partiti, soprattutto nella «Coalizione per lo stato di diritto» uscita vincitrice dal voto del 7 marzo, e guidata dal premier uscente Nouri Al Maliki.
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martedì 19 gennaio 2010 |
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Un tribunale iracheno ha condannato a morte Alì Hassan al Majid, meglio noto come Alì il Chimico, cugino di Saddam Hussein. Si tratta della quarta condanna alla pena capitale per il «re di picche», accusato e condannato per crimini contro l'umanità in relazione ai fatti di Halabja, un villaggio al confine con l'Iran in territorio curdo-iracheno.
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martedì 27 ottobre 2009 |
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La terribile sequenza di due esplosioni che ha colpito la città di Baghdad, provocando 165 vittime e 540 feriti, rappresenta un duro attacco alle istituzioni democratiche dell'Iraq. Gli attentati sono la tragica conferma di come si sia instaurata una «alleanza del terrore» tra quelle forze che vogliono in tutti i modi destabilizzare il governo di Nouri Al-Maliki.
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venerdì 16 ottobre 2009 |
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Obama sta spingendo affinché l'Iraq possa proseguire sulla strada dell'unità nazionale e sta facendo pressione sul presidente Talabani per l'emanazione di una legge elettorale in vista del voto del prossimo gennaio. A muoversi in preparazione di questo appuntamento è il premier Nouri al-Maliki, il quale ha dato origine ad una nuova coalizione, l'«Alleanza per lo Stato di Diritto».
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venerdì 21 agosto 2009 |
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Nella giornata di mercoledì una terribile serie di attentati ha sconvolto il centro di Baghdad, provocando più di 100 vittime. E' stato un atto terroristico predisposto con cura, con l'obiettivo di colpire la zona dell'Iraq più mediaticamente «esposta» ai network internazionali. Il principale bersaglio nel mirino dei terroristi è il governo dello sciita Nouri Al-Maliki.
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mercoledì 01 luglio 2009 |
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L'Iraq sta vivendo una nuova ondata di violenza. Il tutto a pochi giorni dal previsto ritiro delle truppe Usa dai centri urbani iracheni, primo passo dell' «exit-strategy» statunitense, la quale, seppur presentata come concretizzazione delle promesse elettorali di Obama, nella realtà non è che la naturale conseguenza dell'attività e dei documenti già in vigore.
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lunedì 16 febbraio 2009 |
La Commissione elettorale indipendente irachena ha diffuso i risultati provvisori delle elezioni provinciali svoltesi in Iraq alla fine di gennaio. Ad attirare attenzione è il crollo del partito, ad ispirazione sciita e separatista, del «Supremo consiglio islamico iracheno», che era forza di governo in molti consigli provinciali dell'Iraq del Sud e che ora si posiziona dietro al partito di al-Maliki.
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