freccia_long
Numero 385
del 02/09/2010
I «quattro gatti» del Tg3 PDF Stampa E-mail
! di Alessandro Gianmoena
gianmoena@ragionpolitica.it
  
lunedì 13 luglio 2009

Il servizio del Tg3 sull'ultimo Angelus di Benedetto XVI e sull'inizio delle vacanze del Papa è indegno di un'emittente televisiva statale quale è la Rai, al cui «sostentamento» provvedono tutti i cittadini italiani, cattolici compresi, pagando il salato canone annuale. Il vaticanista Roberto Balducci, in coda al suo pezzo, spara lì una battuta che, invece di far ridere, mostra tutta la faziosità di un telegiornale da sempre in prima fila quando si tratta di lanciare frecce avvelenate contro i nemici, sia quelli «politici» che quelli «ideologici». Già ci sarebbe stato da discutere, ai tempi della direzione del Tg1 del «prode» Riotta, sulla scelta di importare nella redazione del primo telegiornale nazionale il vaticanista della terza rete, Aldo Maria Valli, da sempre su posizioni progressiste e anti-ratzingeriane - basta ascoltare una sua telecronaca di qualche evento che veda come protagonista l'attuale Papa per rendersene conto... Così le voci ostili a Benedetto XVI nei Tg Rai sono diventate ben 2 su 3, checché ne dicano i pasdaran radicali secondo cui il servizio pubblico sarebbe «genuflesso» dinanzi alle volontà d'Oltretevere.

Tornando al Tg3 di domenica, ecco che cosa ha detto Balducci commentando l'inizio del periodo di riposo del pontefice a Les Combes d'Introd, in Valle d'Aosta: «Domani Papa Ratzinger va in vacanza, dove lo attende il fresco delle montagne, un pianoforte nuovo, un barbecue e un grande ombrellone dove mangiare, leggere e riposare. E ci saranno anche due gatti, uno bianco e nero e uno grigio e anche un po' malandato, ma siamo sicuri che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti - forse un po' di più - che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole». In poche righe, una palese menzogna e un'offesa gratuita ai cattolici. Per quanto riguarda la menzogna, non occorre essere un principe del giornalismo per sapere che ad ascoltare il Papa e a seguirne l'insegnamento non sono di certo i «quattro gatti, o forse un po' di più» di cui parla Balducci, bensì centinaia di milioni di persone in ogni parte del mondo. Per quanto concerne l'offesa, evidentemente dalle parti del Tg3 considerano i cristiani dei «cretini» che non hanno niente di meglio da fare che andare dietro alle farneticazioni di un vecchio di bianco vestito che ripete cose alle quali solo degli ingenui, dei creduloni o degli sconfitti dalla vita possono prestare fede.

Ed è questo, in fondo, quello che maggiormente infastidisce nel servizio del Tg3: il neanche troppo velato disprezzo per la fede cattolica, non tanto nel suo aspetto dogmatico, quanto nel suo aspetto esistenziale. Risulta intollerabile, agli occhi dei combattenti per la sacra causa del laicismo e del relativismo, che nell'anno 2009, dopo la rivoluzione moderna, dopo le scoperte scientifiche e dopo gli avanzamenti della tecnologia nel dare risposta ai problemi dell'uomo, vi sia ancora chi vede nelle parole «antiche» del Papa la traccia vivente della Verità; chi è disposto a seguire, nell'apparente banalità dell'esperienza quotidiana, il suo insegnamento; chi riconosce nello sguardo del pontefice lo stesso sguardo di colui del quale egli è vicario sulla terra. E, soprattutto, risulta intollerabile, per coloro che hanno fatto della critica alla religione un a-priori ideologico, che vi sia ancora chi si sente investito da un'onda di bene, di amore e di bellezza ogni volta che dalla bocca del successore di Pietro escono le parole che da duemila anni, senza soluzione di continuità, sono fonte di certezza e gioia per miliardi di uomini in ogni angolo della terra. In mancanza di argomenti, deridere i cristiani e la loro fede è l'ultima spiaggia per gli epigoni del triste e ormai inservibile ateismo marxista.




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