ORGOGLIOSI DELLE NOSTRE FORZE ARMATE
! di Aldo Vitale
vitale@ragionpolitica.it
  
martedì 03 novembre 2009

Balcani, Afghanistan, Libano, Israele, Sudan, Cipro, Somalia: sono solo alcune delle aree operative in cui sono stanziati contingenti delle nostre Forze Armate, in differenti quantitativi, spesso determinanti - come sull'altra sponda dell'Adriatico. Le operazioni, prescindendo dall'ottundimento ideologico di qualche borioso polemista, sono tutte di pace, e comunque tese alla «riabilitazione» sociale e politica di un'area (come il Medioriente) o perfino di un paese intero (come l'Afghanistan), per consentire l'instaurarsi di sistemi democratici in cui i diritti umani siano rispettati senza condizioni o limitazioni di nessuna specie.

Le Forze italiane massivamente impegnate all'estero non rappresentano soltanto un ulteriore supporto armato al teatro in cui vengono dislocate, ma costituiscono il braccio esecutivo dei processi di normalizzazione che si accompagnano o seguono le missioni di peace-keeping o peace-building. La ricostruzione della rete infrastrutturale dell'area sotto la loro responsabilità, rappresenta, del resto, l'esempio più evidente del lavoro svolto dalle Forze italiane all'estero. Ospedali, scuole, strade, ponti, acquedotti, edifici di culto, musei, opere d'arte, siti archeologici sono solo alcuni degli ambiti di applicazione delle Forze Armate italiane in questo senso. Come non ricordare l'eccellente lavoro dei Carabinieri, negli anni di missione in Iraq, per la tutela del patrimonio artistico appartenente alle antiche civiltà mesopotamiche, destinate al mercato nero delle opere d'arte?

Oggi la festa del 4 novembre, pur senza dimenticare la sua origine storica, sembra assumere un connotazione nuova. Sembra, cioè, rappresentare non solo e non tanto il simbolo stesso delle nostre Forze Armate, ma l'attività umanitaria che esse svolgono in tutto il mondo. Se un tempo, dunque, il 4 novembre rappresentava un'eco del passato che ogni anno si riproponeva, negli ultimi tempi, invece, sembra rappresentare la voce dell'Italia per il futuro negli impegni internazionali volti a garantire la pace, la sicurezza, la democrazia, contro i regimi totalitari, contro i soprusi, contro le società ed i sistemi non liberi.

Non si tratta, ovviamente, di un ruolo demagogico assunto dalle Forze Armate, ma di uno statuto ontologico che è loro assegnato proprio dal fatto che il 4 novembre rappresenta per l'Italia la vittoria della libertà e dell'unità nazionali. Sebbene qualche orientamento politico minoritario abbia più volte auspicato «dieci, cento, mille Nassiriya», sebbene diversi rappresentanti della sinistra estrema extra-parlamentare avrebbero visto con piacere l'abolizione delle Frecce Tricolori, e sebbene a causa di retaggi e pregiudizi di natura puramente ideologica equiparino le Forze Armate ad uno dei simboli del militarismo del XX secolo, proprio le Forze Armate italiane dimostrano quotidianamente il contrario.

Ecco perché la scelta di celebrare il loro operato proprio il 4 novembre; ecco perché la necessità di difendere (dagli attacchi ideologici) chi ci difende; ecco perché essere grati a quegli uomini che con il loro lavoro, spesso al prezzo della vita, si ingraziano la benevolenza e la riconoscenza delle popolazioni che aiutano concretamente in tutti gli scenari operativi in cui sono dislocati.




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