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Numero 315
del 21/05/2009
La Grande Armata russa è approdata in Venezuela PDF Stampa E-mail
! di Maria Chiara Albanese
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mercoledì 26 novembre 2008

Il porto venezuelano di La Guaira, a circa 30 km a nord della capitale Caracas, ha accolto martedì con tutti gli onori la flotta navale russa e soprattutto l'incrociatore nucleare Pietro il Grande. Ventuno amichevoli colpi a salva di cannone russi e altrettanti venezuelani hanno riecheggiato nel porto caraibico, tenendo fede a quel protocollo di tradizioni militari per dare il benvenuto all'ospite tanto atteso così come all'anfitrione. L'arrivo della flotta russa, partita dalla base di Severomorsk ed in navigazione da quasi due mesi, corona un progetto di sempre maggiore avvicinamento dal punto di vista strategico militare tra il paese caraibico e la lontana Federazione Russa, la quale oramai da più di tre anni ha tessuto una fitta rete di relazioni diplomatiche ed economiche, al fine di far giungere la sua lunga mano anche nel continente latino-americano.

L'arrivo della flotta russa in territorio venezuelano non rappresenta una mera visita di rappresentanza, bensì concretizza quel processo di campagne addestrative congiunte, previste dall'accordo siglato tra i due paesi il 22 Luglio di quest'anno in materia di armamenti e difesa. L'intesa che nel campo energetico ed economico non aveva mai subìto alcuna variazione si è vista rafforzare con la chiusura dell'accordo del luglio di quest'anno che non solo ha garantito a Chávez una spesa di 1 miliardo di dollari americani in nuovi armamenti per rafforzare il proprio strumento bellico, ma ha sigillato soprattutto una amicizia strategica concretizzatasi in due diverse campagne addestrative: la prima coinvolgente l'Aeronautica Militare dei due paesi, la seconda invece le Marine Militari. L'arrivo della flotta russa coincide con la visita che il presidente russo Dimitri Medvédev effettuerà in Venezuela proprio a partire da mercoledì. Che i rapporti tra i due paesi si fossero intensificati negli ultimi due anni era ormai noto ai più, da Washington fino a New Delhi. Erano, però, altrettanto noti i timori che proprio questo così stretto sposalizio politico destava negli animi di coloro i quali temevano che una più forte relazione tra Mosca e Caracas fosse un segnale sinistro diretto verso la Casa Bianca.

A far svanire qualunque tipo di timore è stato proprio lo stesso presidente venezuelano, Hugo Chávez, il quale durante la conferenza stampa tenutasi martedì mattina ha rassicurato l'opinione mondiale delle «buone intenzioni» dell'amicizia tra i due paesi, anche a livello militare. «Nessuna provocazione», così ha affermato Chávez in merito alla presenza della flotta russa in acque venezuelane, ma soprattutto «nessuna speculazione su una possibile Nuova Guerra Fredda» che starebbe a detta di molti congelando le stanze del potere americane e russe. A conferma delle buone intenzioni del Venezuela sarebbero le manovre addestrative condotte con altri paesi «liberi, sovrani ed indipendenti», come sottolineato da Chávez quasi a voler nuovamente rimarcare l'autonomia che il diritto internazionale riconosce al suo paese, ed il predominio politico regionale che lui stesso ricerca ormai da anni. Tra i paesi annoverati dal presidente venezuelano si possono citare il Brasile, la Francia, i Paesi Bassi ed infine, ma solo in ordine temporale, la Federazione Russa.

La presenza della flotta russa in territorio venezuelano rappresenta certamente un fiore all'occhiello della diplomazia venezuelana, la quale ha così inorgoglito il proprio paese in tutta la regione latino-americana di un evento, quale appunto la campagna addestrativa, con uno dei paesi oggi geo-strategicamente determinanti. Anche il Contrammiraglio dell'Armata venezuelana, Salvatore Cammarata, ha espresso tale sentimento di orgoglio e onore nell'accogliere la flotta capitanata dall'incrociatore nucleare Pietro il Grande, rimasto fuori dal porto per le sue notevoli dimensioni. All'esercitazione congiunta, come affermato dal Comandante del CEOFANB (Comando strategico operativo della Forza Armata Nazionale Bolivariana) Jesús González, prenderanno parte, insieme a 11 caccia della marina venezuelana e 8 portaerei russe, 1.150 militari dell'equipaggio russo e 600 loro colleghi venezuelani. In tali manovre, che si svolgeranno tanto in alto mare così come all'interno del porto di La Guaira, saranno coinvolti mezzi della Marina Militare russa di notevole importanza strategica: oltre all'incrociatore nucleare Pietro il Grande si registra la presenza anche della petroliera Ivan Bubnov e il cacciatorpediniere Ammiraglio Chebenenko.

Il Venezuela fa ancora parlare di sé tanto a livello regionale così come a livello internazionale. Le aspirazioni di potenza regionale si fondono inesorabilmente con quelle di rafforzamento militare.




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