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Numero 520
del 26/04/2013
Avanzano le dittature nel Mondo PDF Stampa E-mail
! di Stefano Magni
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lunedì 29 dicembre 2008

L'Onu celebra i 60 anni della Dichiarazione Universale per i Diritti dell'Uomo, ma in molte zone del mondo non si può festeggiare. Gli uffici del Centro per la difesa dei diritti umani di Teheran, quello diretto dal premio Nobel Shirin Ebadi, sono stati chiusi proprio mentre si preparavano a celebrare la ricorrenza internazionale. La polizia ha ispezionato e chiuso i locali senza fornire alcuna spiegazione ufficiale. Nonostante la solidarietà internazionale che si è stretta attorno a una donna conosciuta e stimata in tutto il mondo, le autorità di Teheran hanno mantenuto il loro bavaglio su un'istituzione che diffonde rapporti sulla violazione dei diritti umani in Iran.

In Cina non va meglio, nonostante l'eroismo isolato di alcune iniziative. In occasione della celebrazione del 60°, circa 300 personalità hanno firmato il documento Charta 08, che ricorda, nel nome e nei contenuti, il documento dei dissidenti cecoslovacchi Charta 77, uno dei primi motori della rivoluzione democratica nell'Est europeo del 1989. Charta 08 chiede, sostanzialmente: separazione dei poteri, elezioni multipartitiche per tutte le cariche dello Stato, libertà di religione, difesa della proprietà privata e federalismo. In sintesi: trasformare la Cina in una democrazia liberale. I firmatari sono stati tutti arrestati.

Questi sono solo due dei numerosi esempi di violazione sistematica dei diritti e di persecuzione sistematica di chi li vorrebbe difendere. Se prendiamo in considerazione gli ultimi tre anni, vediamo un trend tutto negativo. Freedom House ha pubblicato in questi giorni una breve anticipazione del suo rapporto 2009 (che uscirà a metà gennaio) sullo stato dei diritti umani nel mondo, rivelando questa triste realtà: le dittature sono più assertive, mentre la «libertà è in ritirata».

Freedom House, uno dei think tank più autorevoli d'America in merito allo studio della democrazia liberale nel mondo, nel rapporto 2008 aveva registrato peggioramenti in 38 Paesi e miglioramenti in appena 10. Per il 2009 si prevede uno scenario ancora più dominato dalle dittature. Va male, in particolare, l'area ex sovietica, con le piccole eccezioni delle Repubbliche Baltiche già integrate in Europa. Quanto al resto: 10 dei 12 Stati ex sovietici sono dittature o finte democrazie che reprimono i diritti umani. I popoli di questi Stati, secondo il ricercatore Chris Walker, stanno chiudendo il loro ciclo storico dalla dittatura alla democrazia e poi ancora dalla democrazia alla dittatura. Fra questi percorsi all'indietro, la Russia «ha assistito al declino più precipitoso negli ultimi anni».

La notizia peggiore, tuttavia, è un'altra: le dittature stanno iniziando a cooperare fra loro, a condividere programmi e informazioni e ad agire politicamente contro le democrazie occidentali. Sta nascendo, insomma, una sorta di «Internazionale delle Autocrazie» che agisce compatta pur non avendo un'ideologia in comune. Lo si vede soprattutto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dove Cina e Russia agiscono compatte in difesa di altri dittatori. Lo si constata regolarmente nel caso dell'Iran, per cui le sanzioni sono rese più leggere grazie agli intereventi delle due potenze non democratiche. Lo si è visto chiaramente nel caso dello Zimbabwe, dove Pechino e Mosca hanno posto il veto alla risoluzione che avrebbe imposto sanzioni contro il dittatore Mugabe, dopo che questi aveva palesemente truccato le elezioni e dato il via alla repressione. Il Ministero degli Esteri russo aveva anche spiegato le ragioni politiche del suo veto: «L'adozione di questo documento da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avrebbe costituito un precedente pericoloso: spianare la strada ad altri interventi del Consiglio di Sicurezza che violano la sovranità nazionale degli Stati in occasione di vari eventi politici, elezioni incluse».

E' proprio questo il grande paradosso: l'Onu che boccia se stessa. Un membro del Consiglio di Sicurezza (la Russia) che considera addirittura «pericolosa» l'affermazione dei diritti umani al di sopra della sovranità nazionale. Decisamente un bel modo di celebrare il 60mo anniversario della Dichiarazione Universale.




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