freccia_long
Numero 306
del 10/03/2009
Le dimissioni di Settis. Una vittoria di Bondi, ma non solo PDF Stampa E-mail
! di Raffaele Iannuzzi
[email protected]
  
venerdì 27 febbraio 2009

Le dimissioni di Settis rappresentano soltanto la vittoria del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi? Non è così. Settis, infatti, è il portavoce di una certa cultura radical-chic estetizzante, che, da Scalfari a Cacciari, attraversa quel che rimane della sinistra decadente. Anti-mercato a tutti i costi, questa sinistra è il prototipo della sinistra antipatica, anti-popolare, che cita Goethe in tedesco e mangia il prosciutto di Parma senza far rumore; è la sinistra satura di luoghi comuni ed accenti autunnali, senza più patria, perché quella nella quale vive, ovviamente, non le piace. Strano che l'ultimo Montanelli, pur di andare addosso a Berlusconi, abbia abbracciato questa perfida e perdente sinistra. O forse non così strano, perché, alla fine, Berlusconi ha segnato l'alterità assoluta rispetto alla dimensione antropologica del vivere civile e, dunque, della cultura.

Ciò che, negli altri paesi europei, per non dire degli States, è normale (cioè che i beni culturali fruttino denaro, gonfino le casse dello Stato e diventino veri e propri mercati, abbiano, dunque, uno specifico marketing, definito, appunto, «culturale») è, in Italia, un'eresia. Per questa sinistra, alla Settis - che qui critichiamo come idealtipo della sinistra antipatica e decadente -, è uno scandalo irredimibile che ci possa essere un esperto di marketing, un uomo di mercato, insomma un manager, alla guida della valorizzazione del patrimonio culturale. Incredibile, ma vero. La stessa sinistra che ci ha fatto una testa così con le «liberalizzazioni» o «privatizzazioni», poi rivelatesi tutte false, poi manda in avanscoperta queste «teste d'uovo» a spiegarci che l'Arte, nossignori, non è cosa da mercimonio, e i musei, nossignori, non possiamo darli in mano ad un manager della McDonald's, perché non fa fino, non è per noi, colti europei, figli dei Romani e di chissà chi altri - le solite sciocchezze degne del peggior filisteismo intellettuale e morale, il solito romanzone d'appendice senza più capo né coda, nel XXI° secolo.

Questa sinistra, sono sicuro valga anche per Settis, sproloquia sulla globalizzazione, manda i figli a studiare alla London School of Economics, e poi, in Italia, sputa sul mercato, sull'economia, di fatto sul popolo vero, quello che lavora, perché si dà il caso che valorizzazione dei beni culturali, dei musei e della cultura significhi lavoro, ricchezza, aumento del Pil, tutta roba che fa andare su o giù una nazione. Bondi ha saputo dire un no secco a questa sinistra. La quale, si badi, si è messa contro anche un'altra sinistra, più legata alla tradizione italiana moderna e più acuta sul piano professionale, quella del professor Andrea Carandini, che ha difeso il ministro Bondi ed oggi è il nuovo presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, organo - è il caso di chiarire - soltanto consultivo, privo di qualsiasi potere decisionale ed esecutivo, spettanti esclusivamente al reggente del dicastero.

Non basta. Sulla stucchevole polemica dei tagli alla cultura, Carandini ha dimostrato un enorme coraggio intellettuale, affermando, in sostanza, che è inutile fare le verginelle violate, quando i tagli sono stati fatti a tutti i settori e, udite udite: «Chi strilla sui tagli sa qual è il residuo passivo delle Soprintendenze, ovvero quei soldi non impiegati che tornano per legge al ministero del Tesoro? Ebbene, nell'ultimo triennio il residuo passivo è stato di 200 milioni di euro». Chiaro il concetto? Qui qualcuno ha trescato, evidentemente, e in tempi anche remoti, si può ipotizzare. Dunque, l'attacco furioso e continuo di Settis a Bondi sui tagli da lui non scongiurati è una montatura ideologica della peggior fattura. Settis varrà forse qualcosa come studioso (anche qui c'è chi discute sui suoi effettivi meriti), ma certamente come ideologo è meno di zero, visto e considerato quanto dichiarato da Carandini. Anche per celare le magagne ci vuole classe e soprattutto testa. Merce rara fra i radical-chic, a quanto pare.




Commenti (2)
1. 02-03-2009 15:23
Vicenda Bondi-Settis
Ho accolto con grande piacere l'allontanamento di Settis e già da tempo mi chiedevo cosa aspettasse Bondi a liberarsi da simili personaggi. Spero sia solo l'inizio di una bella ripulita. 
Giovanni Gentili-Belloni (sono amico di Francesco Corsi, che Lei conosce bene. Viva cordialità 
e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Scritto da Giovanni GENTILI-BELLONI
2. 03-03-2009 11:55
Operare profondamente il carcinoma sinis
Da troppi decenni i nipoti sinistri dei sinistri trinariciuti o staliniani hanno agito nel corpo del paese come un carcinoma diffuso e maligno provocando danni in tutti i campi.E' ora di ripulire il paese come si è pulita Napoli!!!!
Scritto da ndro

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice di controllo, nel caso venga inserito un codice errato
  • Caratteri disponibili : 1000.
  • Per poter inviare il commento è necessario inserire un codice di sicurezza, indicato alla fine del modulo di invio, per prevenire problemi di SPAM
Nome o nickname
Titolo:
Commento:

caratteri disponibili
Inserisci il codice di sicurezza:* Code


 
< Prec.   Pros. >

governo.jpg
governo_berlusconi.jpg




collabora.gif

VETRINA VIDEO

Notizie Flash


Popolo della Libertà

BERLUSCONI AL MUNDO: Il mio capitalismo sostenibile

BERLUSCONI: Contro la crisi non cambiate stile di vita

TREMONTI: La situazione economica del Paese è sotto controllo

Governo italiano

Ammortizzatori sociali e infrastrutture

?Femminilizzazione della sanità", conferenza stampa Martini

Presentazione Forum PA, conferenza stampa Brunetta

Il Velino

Banco Popolare dice sì ai Tremonti bond, attesa per altre banche

Tremonti: Iva agevolata ora permanente, 2008 chiuso bene

Crisi, Bernanke: 2010 potrebbe essere un anno di crescita
sottoscrivi RSS

Ragionpolitica, periodico on line
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena Direttore responsabile: Gianni Baget Bozzo
© 2003-2009 Ragionpolitica Riproduzione riservata