Nelle ultime settimane la nuova influenza causata dall'infezione dal virus h1n1 sembrava non essere più un problema. Invece è tornata prepotentemente alla ribalta per le previsioni effettuate dall'OMS. Per la pandemia si sono predisposte misure di profilassi nei confronti di alcune fasce della popolazione. Fondamentale sembra essere l'immunizzazione degli operatori sanitari che dovranno assistere la popolazione nel prossimo autunno, considerato il periodo più «caldo» per l'infezione. In questa direzione sono andate le dichiarazioni responsabili e caute del vice-ministro Fazio, che ha affermato che i bambini, gli anziani ed i portatori di patologie croniche saranno le categorie che per prime verranno sottoposte al vaccino anti-influenzale.
Ci sono poi idee bizzarre e molto meno responsabili che arrivano da varie parti del mondo. Infatti, sia sulla stampa inglese che francese è comparsa l'idea di party ad alto contenuto virale per esporsi quindi volontariamente all'infezione ora che il virus sarebbe più blando, per essere così immunizzati in autunno quando sarà più virulento. L'idea del party affonda nella storia della medicina tradizionale, ma oggi si configura come una vera e propria sciocchezza. Era infatti in uso nei paesi anglosassoni per una malattia esantematica come la rosolia. Questa patologia è potenzialmente pericolosa per il nascituro se contratta dalla madre durante la gravidanza. Per evitare questo rischio, quando una bambina si ammalava si era soliti organizzare una «festa» a cui partecipavano tutte le bimbe del circondario che avevano così occasione di esporsi al virus, ammalarsi e quindi immunizzarsi.
Tale pratica è tuttavia oggi sconsigliata dai medici e dunque l'indicazione suggerita da Le Monde appare niente più di una suggestione giornalistica. Arrivano continuamente dalle nazioni a più alta endemia notifiche di infezioni. Non ultimi alcuni studenti italiani, più precisamente bergamaschi, in vacanza studio in un college britannico che sono però sotto controllo e già sfebbrati. Ora, dal punto di vista medico, lo spettro sono le mutazioni, frequenti in questi tipi di virus, e che potrebbero portare ad una maggiore tossicità a livello polmonare. Sorge inoltre spontaneo il dubbio se questa campagna di vaccinazione e tutte le prestazioni assistenziali che dovranno essere erogate dal Sistema Sanitario Nazionale saranno sostenibili in termini di costi. Ma anche su questo tema sono arrivate rassicurazioni sia dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che dal vice-ministro Fazio. Infatti il primo ha confermato che «il governo è pronto ad affrontare l'emergenza anche dal punto di vista economico e delle risorse finanziarie», mentre il secondo, dopo aver quantificato in qualche centinaia di milioni di euro il costo complessivo, ha dichiarato: «Una cifra che non crea problemi, anche in tempi magri come questi».
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