Ha fatto tappa a Genova il roadshow della Pubblica Amministrazione promosso dal ministro Brunetta, con il contributo di Forum PA, per facilitare la cooperazione interregionale e creare una governance dell'innovazione basata sulle esigenze del territorio. L'iniziativa si chiama «Forum Innovazione» ed è un percorso itinerante di 5 appuntamenti in altrettante città italiane, secondo una divisione in macroregioni (Nord Est, Nord Ovest, Centro, Mezzogiorno, Isole), con l'obiettivo di ascoltare i territori e le necessità di cui si fanno portavoce gli attori dei sistemi locali nei processi di riforma e modernizzazione della Pubblica Amministrazione.
Nell'incontro di Genova, seconda tappa del Forum, esponenti della politica locale, dell'amministrazione, dell'industria e della ricerca si sono interrogati sui bisogni del territorio, sui processi che hanno permesso il raggiungimento di casi di eccellenza e sulle modalità più adatte a far diventare questi processi parte integrante di politiche nazionali di innovazione.
A margine del Forum è stata presentata un'indagine sugli ostacoli ai processi di innovazione, da cui risulta che, secondo l'83% del campione, negli ultimi cinque anni gli investimenti nel processo di digitalizzazione e informatizzazione hanno prodotto un incremento di efficienza della Pubblica Amministrazione, con miglioramenti tangibili anche in termini di fiscalità. Il 36% degli intervistati percepisce come esigenza primaria quella di instaurare un dialogo informatico tra Pubbliche Amministrazioni diverse, ossia realizzare la cosiddetta «interoperabilità» dei sistemi informativi, che consenta di alleggerire il carico burocratico di incombenze richieste al cittadino, seguendo il percorso intrapreso di semplificazione amministrativa.
Il campione intervistato risulta molto sensibile al leitmotiv brunettiano: la mancanza di meritocrazia, l'assenza di misurazioni e di pratiche di accountability e l'ingerenza della politica sono le cause naturali e fisiologiche dell'inefficienza amministrativa. La richiesta è quella di una maggiore trasparenza sull'utilizzo delle risorse pubbliche, attraverso strumenti di rendicontazione sociale - come ad esempio il bilancio partecipato - accessibili e di facile leggibilità per il cittadino, che può «vigilare» sull'attività svolta dall'Ente in termini di coerenza tra gli obiettivi programmati, i risultati raggiunti e gli effetti sociali e ambientali prodotti.
Ne emerge un cittadino-utente più consapevole, che riconosce nell'accountability il vero strumento di trasparenza in grado di renderlo partecipe delle scelte amministrative del proprio paese e che vede nel «fannullonismo» l'esito e non la causa dell'inefficienza del sistema. Per ovviare a situazioni diffuse, in cui il dipendente si trova «costretto» a non poter svolgere le mansioni che gli competono, occorre agire sulla leva organizzativa e sulla gestione del personale, il tutto supportato dal collante della trasparenza, che attraverso un'informazione chiara e accessibile a tutti permette una valutazione sulle competenze e sul merito in grado di premiare il risultato.
«Oggi - ha dichiarato Brunetta al Forum genovese - abbiamo tutte le leve per cambiare veramente la Pubblica Amministrazione: trasparenza, misurazione, valutazione, meritocrazia e un piano di innovazione ad ampio respiro (il piano «i2012») che mette insieme e-government, PA digitale e innovazione di sistema e che individua obiettivi e azioni per stimolare l'innovazione nell'economia, nella società e nel sistema politico».
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