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Numero 527
del 14/07/2013
Ancora un requiem per la Polonia PDF Stampa E-mail
! di Gabriele Cazzulini
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lunedì 12 aprile 2010

Ancora oggi è complicato capire la Polonia. Polonia, un'eroica epopea per difendere la croce del cattolicesimo e la grandezza dei granduchi di Varsavia dall'affannosa pressione di teutoni e slavi. Polonia, il regno nazionale che non ha retto l'urto della modernità, l'unità nazionale infranta dall'occupazione straniera a cicli che si susseguono con inquietante puntualità. Polonia, la melodia di Chopin, l'università di Cracovia - per non parlare dell'icona sacra di Giovanni Paolo II. Grandiosi secoli e momenti epocali corsi troppo velocemente nella memoria del mondo per suscitare un moto di commozione quando il capo istituzionale della Polonia viene tranciato dalle tragedie della storia.

La Polonia è difficile da capire. La Polonia sta ad Est o a Nord? La Polonia è cattolicissima, seppur post-comunista, ed è vigorosamente filo-americana, molto più di quanto non sia filo-europea. Meglio i cugini americani che i fratelli europei. E' un'altra delle anomalie di un'Europa acentrica e sfasata nella sua identità. La Polonia è un enigma, ma l'Europa non è la chiave per decifrarlo. E la Russia? Peggio. Lo schiacciasassi dell'Est ha costantemente maciullato l'identità nazionale polacca come il Lucifero dantesco mastica l'anima di Giuda. Prima la spartizione al congresso di Vienna, poi l'invasione staliniana, infine l'egemonia sovietica. Eppure appena ieri Mosca e Varsavia continuavano a lottare fieramente per vendicare o seppellire Katyn nel momento in cui si preparava una seconda Katyn. Russi che odiano i polacchi, russi che uccidono polacchi e ora russi che commemorano polacchi. E' il colmo del paradosso: per celebrare la giustizia storica su Katyn, e vendicare la loro élite politico-militare, i polacchi vanno a Mosca solo per far perire nuovamente la loro dirigenza. Quella che doveva diventare una marcia di trionfo, ritorna come una marcia funebre. Il conflitto non è un seme fruttifero.

Il genio russo di Rachmaninoff che esegue le note polacche di Chopin dimostra che gli opposti si attraggono in un sublime connubio quando non c'è antagonismo. Ma allora dov'è l'unità, l'amore, l'identità di questa Polonia vessata dal ricorrere perverso delle tragedie storiche e osteggiata dal freddo sentimento dei suoi confinari? La Polonia non è felicemente integrata in Europa ed è mal sopportata dalla Russia. Tanto meno Varsavia può realmente trovare il fondamento della sua identità in America. Ecco perché è difficile capire - ma non solo la Polonia.




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Commenti (1)
1. 13-04-2010 17:04
Polonia ed Europa
Forse non e' difficilissimo capire la Polonia. Dopo le terribili sofferenze sopportate durante le occupazioni nazizta e poi staliniana e' normale che i Polacchi diffidino della Russia (anche se non e' piu' l'URSS) e si stringano all'America, illudendosi che questa difenda i paesi europei come durante la Guerra Fredda. Si tratta pero' di un'illusione; l'America ora non ha nessuna intenzione di aiutare i paesi auropei. L'Europa dovrebbe invece garantire l'indipendenza polacca, ma cercare anche di superare la conflittualita' esagerata tra Europa Occidentale, Europa dell'Est e Russia, per concentrarsi sui veri problemi del nostro futuro, il declino economico, la difesa dall'estremismo islamico ecc. Ma l'Europa di Bruxelles non lo fara'; probabilmente paesi come l'Italia o la Francia potrebbero agire in questo senso, aiutando cosi' i Polacchi in modo piu' lungimirante.
Scritto da Lakshmi

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