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Numero 498
del 30/10/2012
Le lotte intestine del Pd per le primarie PDF Stampa E-mail
! di Francesco Natale
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mercoledì 24 ottobre 2012

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Matteo Renzi si appella al Garante della Privacy, Antonello Soro. Forse con scarsa tempestività il Sindaco di Firenze si è accorto che le «regole condivise» uscite dalla scorsa assemblea erano in realtà una mela avvelenata in piena regola destinata a lui medesimo. Una mela avvelenata non priva di contraddizioni intrinseche. Su tutte, una: mentre il massimo della blindatura continua ad essere riservato ai famosi elenchi degli iscritti al PD, poiché «coperti dalla legge sulla privacy», ai potenziali elettori delle primarie vengono imposti obblighi di pubblicità coatta da Stato totalitario.

Non si capisce infatti come sia possibile che il capo organizzazione del PD, Nico Stampo, abbia proibito ai renziani di accedere liberamente agli elenchi degli iscritti invocando la politicamente correttissima legge sulla privacy(fonte: Il Giornale) e contemporaneamente costruito un insieme di regole ad hoc che hanno un solo scopo: limitare al massimo il «danno» che produrrebbero gli elettori non allineati, potenzialmente numerosissimi (sicuramente più numerosi dei circa 600.000 iscritti al PD), qualora potessero avvalersi del legittimo anonimato, come del resto è sempre accaduto per le precedenti primarie.

Il sinedrio del partito si trincera dietro alla differenza sottile che c’è tra il militante iscritto al partito e colui che, semplicemente, firma l’appello a sostegno del centrosinistra, il quale presuppone l’obbligo morale di votare il PD indipendentemente dal candidato vincitore delle primarie. Una questione di lana caprina da manuale: a queste primarie sempre meno «democratiche» e sempre più viziate all’origine non potranno per la prima volta votare i sedicenni, la procedura di pre-iscrizione si configura come un maglio burocratico destinato a scoraggiare anche i più volenterosi, detta procedura non sarà (giammai, figuriamoci!) espletabile tramite Internet, ci sarà un doppio turno al quale potranno accedere (forse salvo casi di gravi impedimento che andranno certificati…) solo coloro che abbiano votato al primo, è stato fatto esplicito divieto per i candidati di acquistare spazi pubblicitari.

Paradossalmente parlando, manca solo che le schede vengano già precompilate riportando come nome unico quello di Pierluigi Bersani. Ora, oltre alla palese volontà di orientare surrettiziamente il voto e di fare guerra senza quartiere (né onore, a dirla tutta…) contro Matteo Renzi, il dato che più colpisce è il seguente: siamo nuovamente di fronte alla antropologizzazione del voto. Così come una volta l’elettore di centrodestra in generale e quello berlusconiano nello specifico venivano sprezzantemente qualificati come sottouomini con l’anello al naso e il pensiero costantemente rivolto al portafogli, oggi la medesima strategia viene adottata, dai medesimi soggetti, nei confronti dell’elettorato renziano.

Se immaginiamo per assurdo che un altro partito/movimento adotti un codice etico ed un regolamento interno i quali a parole vengono venerati come fossero Vangelo mentre nella pratica vengono sistematicamente sconfessati, ribaltati e piegati a piacimento sulla base di inconfessabili contingenze, al punto tale da dare luogo alle «primarie» più farsesche che si possano immaginare, assisteremmo quasi certamente a manifestazioni di piazza, tumulti, fioccar di querele e accorati appelli stile «Palasharp» per «salvare la democrazia». Ma quando tutto questo, punto per punto, viene perpetrato da soggetti che si sono autoqualificati come «moralmente superiori» (a chiunque…) e che agiscono in nome di un «bene ultimo» fondamentalmente inconoscibile ai più ma che, è legittimo sospettare, coinciderebbe con la vittoria più o meno raffazzonata di Bersani (il quale risulterebbe, in ogni caso, monarca dimezzato), tutto diviene improvvisamente legittimo, serio, giustificabile. Indipendentemente dal pronunciamento di Soro e dalla possibilità ventilata da Renzi di ritirare il suo ricorso a fronte di una cospicua revisione del regolamento coreano delle primarie, un fatto resta incontrovertibile: certi compagni sono irriformabili. Antropologicamente, prima ancora che politicamente.




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Commenti (2)
1. 31-10-2012 11:16
A Renzi pice vincere facile ?
Non riconoscere che le regole delle primarie PD andavano modificate dopo quanto è successo alle primarie a sindaco di Napoli Palermo , Firenze Cagliari etc. è un'offesa alla capacità intellettuale dei dirigenti PD e dei lettori. L'albo dei Elettori si rende necessario ( in USA c'è dal 1847 !) Io personalmente accetto più che volentieri di fare l'iscrizione nell'albo prima e dopo il voto , questo "disagio" viene ripagato dalla trasparenza del Risultato , qualunque esso sia
Scritto da Mauro
2. 31-10-2012 11:14
Le lotte intestine del Pd per le primari
Come sempre il Dr. Natale ha fatto centro. Analisi perfetta di un sistema politico aberrante e schifoso. Alla luce delle utime vicende giudiziarie propongo azioni significative per difendere Berlusconi.  
P.S.: non lasciamolo solo.
Scritto da angelina pistillo

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