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Vogliono eliminare Silvio politicamente, toglierli la possibilità di essere la voce di un terzo del popolo italiano. Di chi parliamo? Della sinistra, del comico mascherato Grillo e di alcuni magistrati che
lo hanno preso di mira da quando è entrato nella scena politica.
Dopo averlo sputtanato a livello planetario e dopo aver depredato il suo patrimonio, adesso puntano alla restrizione della libertà personale. E' un vortice di forze contro Silvio intende cambiare i connotati all'Italia.
Il messaggio è chiaro: guai a coloro che si permetteranno di farsi rappresentanti dei moderati. E' toccato prima a Bettino Craxi ed ora aspettatevi lo stesso trattamento nei confronti di Berlusconi. Guai a coloro che proveranno a sfidare i figliocci di Berlinguer o i sanculotti del comico mascherato, ogni espressione del voto moderato sarà tollerata se assogettata ai desiderata del vertice postcomuista del Pd o se permetterà ai grillini, attraverso il voto di protesta, di dare sfogo alle loro utopie.
Ingroia e Di Pietro sono fuori dal Parlamento ma alcune toghe accerchiano Silvio assecondate da questo clima giacobino e antiberlusconiano che sta prendendo piede nelle istituzioni.
Nel frattempo l'Italia continua la sua agonia sotto il giogo della crisi con 6,7 milioni di persone in difficoltà economiche, secondo i dati Istat, ed un Pil sceso del 2.4% nel 2012 e dell 1% per l'anno in corso.
Le ricette per risollevare il nostro Paese non sono molte, anzì, è solo una. Ci vorrebbe un'intesa di governo fra gli schieramenti che rappresenti l'unità del popolo di fronte alla sfida della crisi. L'antiberlusconismo è ancora, però, la pozione che avvelena i pozzi del dialogo civile. In un Paese normale, con una classe dirigente lungimirante, gli interessi particolari lascerebbero il passo al bene comune. Ma possiamo aspettarci tale levatura da Bersani o dal comico mascherato?
Per loro il problema è di facile soluzione: eliminare politicamente Berlusconi, deberlusconizzare l'Italia e stigmatizzare ventanni di storia italiana come una parentesi temporale che ha nuociuto al nostro Paese. Per Bersani sarebbe infatti la rivincita del postcomunismo sulle forze politiche moderate e per Grillo potrebbe essere l'occasione per dare luogo a spettacoli di piazza con la ghigliottina pronta a decapitare i partiti. Il suo radicalismo contro il sistema è accecato da un odio tale da indurre a supporre che vi sia un progetto più ampio dietro di lui, una mano invisibile che voglia destabilizzare l'area Euro e far fuori i partiti per instaurare un sistema più prono a determinati interessi. Ma le dietrologie lasciano il tempo che trovano, sarà la storia a far affiorare la verità di uno tra i periodi più delicati della nostra Repubblica.
Ciò che è invece inconfutabile è il fatto di avere in Italia un potere giudiziario che a più riprese è entrato a gamba tesa nell'ambito politico. E' un'anomalia che ci ha indebolito come Paese, una spina nel fianco dell'Italia con cui siamo stati costretti a convivere e che ha indotto molti a considerare come fatto normale la persecuzione giudiziaria a cui Silvio Berlusconi è stato sottoposto da quando entrò in politica. Quante percuisizioni della Guardia di Finanza alle sue aziende, quanti avvisi di garanzia ovviamente comunicati a mezzo stampa, quante violazioni del segreto istruttorio con sue telefonate e dialoghi resi pubblici. Chi pensa che questa non sia stata una persecuzione giudiziaria è in mala fede. Silvio aveva ed ha una sola colpa: quella di essere il leader più votato dagli italiani in questi ultimi vent'anni.
Ma se l'Italia ha un ordinamento democratico che non è ancora fondato sulla democrazia pilotata dall'alto attraverso internet di ispirazione grillina, un ordinamento che ha avuto un'alternativa liberale di fronte alla volontà di conquista del potere dei postcomunisti, la voce dei moderati che hanno scelto Silvio in questa circostanza da chi dovrebbe essere tutelata oltre che dal suo partito? Il Presidente della Repubblica Napolitano ha lanciato un monito affinché la magistratura non entri a gamba tesa nel contesto politico. Speriamo che le sue parole abbiano un seguito per il bene dell'Italia. Anche se, a quanto pare, da una parte la sinistra, con le dichiarazioni del parlamentare Pd Migliavacca, vedrebbe con soddisfazione il tintinnare di manette per il nemico di sempre e dall'altra il comico mascherato ha criticato le parole del Presidente della Repubblica attaccando Berlusconi ed il Popolo della Libertà. Il rischio di vivere in un'Italia illiberale è un'eventualità da non sottovalutare se la coppia Bersani-Grillo detterà l'agenda politica del nostro Paese. Adesso come non mai siamo dalla parte di Silvio.
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