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numero 280
6 marzo 2008
 
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di Gabriele Cartasegna 17 marzo 2004 17:53

COMUNISTI E CLANDESTINI NEI CENTRI SOCIALI...

Milano. La buona notizia è che il centro sociale di Viale Monza è stato sgomberato dalle Forza dell'Ordine; nove mesi di schiamazzi notturni, falò, cani randagi e alcool a volontà avevano ormai esasperato gli abitanti del quartiere. Giustizia, almeno per questa volta è fatta.
La cattiva notizia è che di centri sociali a Milano ne restano altri quindici, disseminati quà e là, in centro come in periferia, all'interno di vecchi depositi, ex fabbriche, magazzini, cascine, addirittura interi palazzi. Collettivi cittadini, fabbriche okkupate, comunità autogestite...chiamatele come volete, ma una cosa è certa: sono tutte iniziative illegali.
Qualcuno mi deve ancora spiegare perchè esistono enti e associazioni culturali, sportive e di diverso genere che magari aspettano anni prima di riuscire ad affittare una sede, mentre ogni tanto vediamo qualche gruppuscolo di "compagni" saltar fuori all'improvviso e affermare con arrgoganza: "Questo spazio è mio, lo autogestisco io in nome del popolo e della comunità". Eh?! Non certo in nome mio, pechè per me passare le serate in un sacco a pelo circondato da cani randagi, occupando abusivamente una proprietà altrui e rischiando la galera non è certo un divertimento, ma una tortura.
Comunque, ammesso pure che ci siano ragazzi che si divertono in questo modo, perchè non farlo a casa propria, oppure affittando regolarmente degli spazi, pagando acqua, luce, gas e telefono, rispettando gli abitanti del quartiere e le norme comuni del vivere civile?
Ma in fondo ancora peggio sono gli "espropri proletari" compiuti dagli immigrati clandestini, quasi sempre in combutta con i "compagni" di casa nostra.
L'esempio emblematico è quello del palazzo di via Adda a Milano, che subisce da alcuni mesi l'occupazione abusiva di circa trecento rom.
Il risultato? Rumore e scontri a tutte le ore del giorno e della notte, sporcizia, condizioni igienico-sanitarie tragiche, violenze, furti, scippi, rapine, alccol, droga, minacce agli abitanti del quartiere e ai negozianti, con la conseguente chiusura di decine di attività commerciali. Addirittura, la giornalista del Tg5 inviata sul posto per un servizio è stata insultata dagli zingari, minacciata di morte e costretta alla fuga. "Vieni qui che ti taglio la gola!", le hanno detto in via Adda.
C'è poco da scandalizzarsi. Fatti come questi sono ormai all'ordine del giorno, e la colpa è anche degli Italiani. Siamo noi che abbiamo permesso cose inaudite a casa nostra.
E ancora oggi, di fronte a simili porcherie, qualche no-global, due o tre rifondaroli, alcuni "intellettuali" e disobbedienti difendono questi criminali (perchè altro non sono), li proteggono, fronteggiano con bastoni e spranghe di ferro i cittadini e i commercianti scesi in piazza per la disperazione, pacificamente.
Attualmente a Monza, la mia città, esistono un semi-centro sociale che appare e scompare, alcuni edifici occupati abusivamente da extracomunitari nella zona di Via della Guerrina e un progetto per la creazione di alcuni campi nomadi nella circoscrizione 2.
Poca cosa in confronto a Milano, ma la situazione è peggiorata negli ultimi anni e continuerà sempre a peggiorare.
Almeno fino a quando la cittadinanza non si accorgerà dei propri errori e del proprio lassismo. Almeno fino a quando la gente non imparerà a distinguere: una cosa è la solidarietà; un'altra, ben diversa, fregarsene delle regole.

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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