Non si può che essere d'accordo con le sue tesi, documentate, chiare e ragionate. C'è da stupirsi che pochi abbiano il coraggio di denunciare su stampa e TV la consorteria di affari (non soltanto europei, come gli ha insegnato Lamberto Dini) messa su da Prodi.Sono convinto che l'Ulivo, piantato dai vecchi cattocomunisti toscani ed emiliani, abbia radici che vanno oltre il Monte dei Paschi; che l'effimero partitello del voltagabbana Dini fosse foraggiato dalle sue cointeressenze in Costa Rica, così come oggi questo signore gode delle relazioni commerciali istituite anni or sono con viaggi ufficiali,le quali attualmente ispirano l'orizzonte prodiano "porti d'Italia, porta d'Oriente". Perciò temo che il partito della grande accozzaglia di sinistra ci sarà. Beninteso, per ragioni nient'affatto politiche. Forza, Italia! Preparati al peggio, ma anche a sgominarli alle prossime elezioni, questi sfacciati "difensori dei ceti deboli".
Con vera stima dal suo
Paolo Semama
di wensday
2 maggio 2007 21:02
che ne pensi?
caro paolo, credo che ogni grande accozzaglia serva alla fine per coprire altre realtà, non solo in politica ma, anche in tutti gli altri aspetti della vita.se puoi, fammi sapere come la pensi...
un bacio
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