Al di là del rapporto 1:24, che può essere discusso, l'articolo di Carlo Cerofolini pone un problema reale: non solo le fonti di energia cosiddette rinnovabili sono insostenibili da un punto di vista economico (lo afferma, tra le righe, anche l'ultimo documento della Commissione europea sulla politica energetica), ma pure dal punto di vista ambientale sono probabilmente meno virtuose di quanto appaia. Del resto, lo stesso scontro interno al movimento ecologista in Italia - con una cordata favorevole all'eolico, e un'altra contraria in seno al partito dei Verdi - fa emergere dissidi profondi. Dissidi, soprattutto, che derivano da una serie di problemi oggettivi delle fonti alternative, che fatalmente ne minano la credibilità non appena si tenti di passare dalla retorica all'azione. Quindi, una politica energetica seria (che per di più deve essere compatibile con lo sforzo liberalizzatore) non può affidarsi alle chimere rinnovabili, ma deve appoggiarsi a fatti economici e scientifici.
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