Non è quello della pur condivisibile riforma Maroni (meglio Tremonti-Maroni).
E' invece quello della sempre magnificata riforma Dini del 1995, che suddivide i dipendenti a seconda della anzianità al 1995, appunto.
Quelli che avevano al 1°.1.1995 più
di 18 anni, riscatti compresi, hanno diritto a una pensione calcolata col metodo retributivo.
Quelli con meno di 18 anni,al contrario, tutto e solo col metodo contributivo.
Inoltre il riscatto ad es. degli anni di laurea non vale più per questi fortunati per il conteggio degli anni di contribuzione ma solo per il calcolo del montante contributivo.
La mia proposta:
eliminare il supergradone Dini, mandando tutti in pensione col metodo contributivo.
Altro non secondario vantaggio:
viene eliminato anche, automaticamente lo scalone Maroni, perchè ognuno è libero di andare in pensione a 57 anni, ma solo sulla base del montante dei contributi effettivamente versati e i fattori di conversione previsti dalle varie età.
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