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numero 280
6 marzo 2008
 
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di Tino Arena 6 aprile 2005 17:33

A mio parere soffrono moltissimo

A mio parere soffrono moltissimo
Ho letto anche quest'articolo e non ho potuto esimermi dall'esprimere il mio consenso. Ho passato 8 anni come consigliere comunale ed ho parlato molte volte con i locali rappresentanti diessini: bastava dare loro del "comunista" durante un intervento in consiglio per scoprire poi, nei corridoi, che non la considerano un'offesa, ma anzi un riconoscimento, tantopiù gradito perchè non è possibile riconoscerlo ufficialmente.
Verissima la continuità comunista nella "cultura del potere". Io credo che però sia in parte
dovuta alla loro storica sofferenza: da scomunicati dalla chiesa a partito d'opposizione che
invece che fare la rivoluzione armata è stato costretto per tanti anni a mangiarsi le unghie in silenzio senza contare niente; da succube della democrazia cristiana a galoppini
dell'epoca craxiana.
Poi quando finalmente avrebbero potuto arrivare al potere, ecco che Occhetto & company vanno
a sconvolgere il DNA del loro partito: e i militanti, da buoni comunisti, lo accettano, anzi negano di essere mai stati comunisti, proprio come viene loro detto di fare.
Ma, a mio parere, è come ordinare ad un fumatore di smettere di fumare o ad un goloso di
smettere di mangiare dolci: si può obbedire, ma piano piano si muore dentro.
Adesso i comunisti (che non possono dire di esserlo) sono diventati tutti buoni, e convivono
con i ricatti dei cattolici da una parte e l'invidia per i rifondati dall'altra: perchè i
rifondati possono dire di essere comunisti e di volere essere determinanti e comandare,
mentre i diessini si sacrificano all'obbedienza come in una telenovela di "schiavi d'amore".
Si', schiavi, ma dell'amore per il potere!!!
"Proprio per la cultura del potere per il potere, che è l'ultima cosa reale che gli resta
dopo l'implosione del sistema sovietico, continuano a ritenersi i depositari politici di una
verità superiore" scrive Gianteo Bordero.
Sono d'accordo, ma vorrei commentare che a mio parere, in fondo in fondo, sanno di avere
abdicato a questo ruolo, almeno finchè staranno così politicamente incastrati: come puo' un comunista (nell'animo) essere convinto di avere il potere se le sue decisioni dovranno essere mediate una volta con i rifondati e la volta dopo con la margherita?
Hai voglia a credere di essere stato tu a decidere...
Di fatto allora si assiste a questa profonda crisi di identità, al punto che nessuno dei
militanti (provate a fare un sondaggi otra i vostri amici) vuole far riferimento ad un leader come Prodi. E questo la dice lunga sulla tenuta della coalizione.
Per me esploderà dopo la decima volta che i diessini (per comandare, per detenere il potere)
dovranno mandare giù il solito boccone amaro per far piacere agli uni o agli altri.
Ed alla base non va giu' di dover giustificare la volubilità dei vertici e di alcune
dichiarazioni che sembrano fatte da esponenti della CDL e per di più estremisti!
Chiudo con una domanda a Sandra Giacomazzi: a Suo parere è meglio (per uno come me che non deve per forza essere informato a 360 gradi) non sapere cosa scrivono i vari Oliva Pansa ed Annunziata, oppure comprare i loro libri, leggerli e farsi un'opinione critica di quello che dicono, però con il rischio che i libri diventino dei best sellers o, peggio ancora, che gli autori pensino di "fare opinione"?
Grazie
Tino Arena

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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