Un milione di morti e 6000 monasteri distrutti. Questo fu il bilancio della catastrofe che si abbattè sul Tibet, invaso dalla Cina comunista di Mao. Tra il 1950 e il 1951, ventimila soldati comunisti cinesi irruppero nel Tibet. Poi Mao iniziò a requisire le derrate alimentari e ad attaccare la religione e ogni forma di cultura. Soffocò le ribellioni con la violenza, le torture, il carcere, il lavoro forzato, secondo una campagna denominata: "Grande distruzione". I tibetani, che non avevano mai sofferto la fame, la sperimentarono con Mao, e il suicidio, per la prima volta nella storia del Tibet, divenne pratica abituale. Nel 1959 il Dalai Lama fu costretto a fuggire in esilio, in India. E Pechino si indigna se qualche capo di Stato lo accoglie con tutti gli onori! Io invece mi indigno perchè il nostro Stato non lo accoglie mai con i dovuti onori, per non dispiacere ai comunisti cinesi. Vergogna!!!
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