Sembra che la produzione di ricchezza sia il risultato di una laboriosità diffusa nella gente dell'Emilia-Romagna e nella imprenditorialità locale.
Senza dubbio è vero, e va reso merito alle grandi capacità della gente Celtica.
Quello che è meno vero è il presupposto che la politica non c'entra niente.
Lascia stare che sia una politica "comunista", ma la POLITICA con la P maiuscola.
Non è accettabile che scelte di sviluppo, orientamenti, investimenti e tutto il resto non siano stati appannaggio del fare politica.
Se la laboriosità, l'imprenditoria si sono potute sviluppare così tanto diffusamente e così bene, è perchè hanno trovato un terreno fertile e non ostativo nelle scelte politiche. Anche dei "comunisti".
Altrimenti non si capisce perchè andremmo a scegliere chi ci dovrà guidare negli anni...
di anna maria
22 agosto 2005 16:22
politica si! politica no!
"...... non si capisce perchè andremmo a scegliere chi ci dovrà guidare negli anni..."di aregione ....infatti non si capisce!.
Non sò se ci avete fatto caso ma la gente , quella comune che và al mercato tutti i giorni per la spesa , si chiede proprio questo ... che senso ha scegliere questo o quel partito se tanto fanno le stesse cose?
E' questa scarsa identita politica e specificità partitica che ha reso, negli ultimi anni, sempre più bassa la pertecipazione dei cittadini alle elezioni.
Questo è un processo sostanzialmente inevitabile nelle democrazie consolidate ,( Stati Uniti d'America, Inglilterra ecc.)dove pur in presenza di "fazioni" contrapposte,vi è una base comune di valori e di principi ideali e morali inviolabili.
In Italia ciò non accade; la democrazie è ancora immatura le parti in contrapposizione non hanno affatto valori idelali , etici comuni - vedi il recente caso del referendum sulla procreazione...-.L'avvento di Berlusconi e di Forza Italia, ha portato una vera rivoluzione liberale nel mondo politico e istituzionale , deternimando un rinnovamento profondo(scomparsa la Dc e il PSI) di una intera classe dirigente e introducendo nuovi metodi e modelli di organizzazione e gestione della cosa pubblica ...una salto di qualità enorme se pensiamo a come veniva amministrato il territorio nella prima repubblica.
Un processo di rinnovamento purtroppo parziale e ostacolato dall'incapacità e dall'impunibilità delle forze politiche di sinistra che sono rimaste rappresentate dai " vecchi poltiticanti", la stessa ancorata alle vecchie logiche clientelari e dirigiste.
Il rischio concreto per gli italiani è di ritrovarsi al governo una sinistra che ci riporterà in dietro di vent'anni nella gestione della cosa pubblica.
Con un danno incalcolabile per l'economia e è per il nostro benessere.
Per queste ragioni F.I., deve presentari alla gente con una forte caratterizzazione e personalizzazione della classe dirigente.
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