Le tasse universitarie devono essere pagate per intero da parte degli studenti (io mi sono laureato nel 75). Il medico, l'ingegnare, il direttore di banca,... non esercitano la loro professione gratuitamente e non possono pretendere di raggiungere certe posizioni sulle spalle di coloro che poi "dissanguono" con le loro parcelle.
Cercherò di essere sintetico il più possibile sulla mia idea.
Magari lo stato o chi per esso potrebbe "anticipare" queste tasse per conto dello studente, il quale, con un programma elastico nel tempo, anche personalizzato, dovrà rimborsarle, in modo da dare da una parte al laureato il tempo e il modo di "sfruttare" il suo Know How e dall'altro permettendo allo stato di investire nel vero senso della parola nei propri cittadini. Tempi e modi di questa regola generale sarebbero tutti da discutere nel dettaglio, ma ciò che conta è che in questo modo si porrebbero le premesse per un approccio serio al problema di come finanziare l'istruzione universitaria perchè abbia veri contenuti e sia una vera fornace di intelletti. Inoltre con una ben congegnata serie di incentivi e disincentivi si eviterebbe quella che è una macchia nell'università italiana: solo il 5-7% di studenti che iniziano i corsi arrivano alla laurea con tutta una serie di problemi che ne conseguono e che formano tante palle al piede di questa che dovrebbe essere un fiore all'occhiello di una società.
Non solo chi ha le possibilità materiali (denaro e tempo) dovrebbe accedere all'università, ma chi realmente ne ha le capacità e "l'intenzione": gli altri è meglio facciano altri lavori, magari ancora più utili per sè stessi e per la società.
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