8 SETTEMBRE 1943, DOPO LA RESA DELL'ESERCITO ITALIANO AGLI ANGLOAMERICANI, IO C'ERO.
Il titolo dell'articolo è maiuscolo, ma i fatti accaduti in quell'epoca,
sono minuscoli perchè, vengono, a bella posta, per interessi diversi, distorti dalla realtà che vivemmo.
Come scrivo, io c'ero, ero in forza all'ottavo storno da bombardamento, 10 Sq.26 gruppo,Aaroporto di Perugia.
Attraverso uno sporco stratagemma dell'allora comandante l'Eroporto, fummo disarmati e presi in ostaggio dall'esercito tedesco.
Il comandante occupante il campo aewoportuale, dopo un primo esame personale, a coloro che erano stati feriti in combattimento, fu permesso di andarsene a casa; così fece lo scrivente ma, strada facendo, un'altro gruppo di tedeschi, SS, cercò di farci prigionieri. ed allora, molti di noi militari scomparsero verso i monti dell'Umbria.
Mi rammento, come se fosse oggi, molti dei miei commilitoni, non sapendo dove andare perchè le loro regioni erano occupate dagli americani, decisero di rimanere nelle fila del nuovo esercito mussoliniano.
Non è vero che si scelse di anadare con l'una o l'altra parte a seconda delle idee politiche; noi giovani militari, è sempre da ricordare, non sapevamo minimamente che cosa era il comunismo o il socialismo, eravamo tutti figli dell'epoca fascista ed educati nelle scuole da insegnanti fascisti che, dopo, alcuni di essi,a liberazione avvenuta, li incontrai che erano diventati, per opportunismo, dei comunisti.
Pertanto, ad onor del vero e per il risspetto che devo ai miei ex compagni d'arma, riconosco che tutti quei militari giovanissimi come lo scrivente furono degli onesti combattentim sempre al servizio della Patria anche se in campi differenti.
Lo scrivente è stato un militante combattente partigiano nelle fila delle formazioni dell'ex partito comunista italiano e ritiene più che logico, che non si può addebitare a dei giovani gli errori commessi dai dirigenti il Paese. Pertanto, ritengo che non furono i giovani a tradire la Patria ma fù la Patria a tradire i giovani.
La storia, il più delle volte viene scritta dai vincitori e talvolta, questi vincitori non hanno dignità coscienziale.
Distinti saluti.
Nicola Guastamacchia
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