Un libro che ho letto e gradito.
A mio avviso, "troppo buono" nei confronti degli italiani fino a sfiorare la mielosità e, comunque, rilassante per chi legge solo sotto l'ombrellone per darsi una parvenza di intellettualità.
Altresì, un libro originale e acuto su quelli che sono i nostri pregi - difetti di un Italia che non sa trovare più il bandolo della matassa, che non è più sicura della sua identità e popolata non più da poeti, santi e navigatori ma da furbi, ruffiani, leccapiatti e "magne meretrici" (vedi Costa smeralda).
In questo, la "cattiva maestra televisione" di popperiana memoria ha una grandissima parte di responsabilità.
Distinti saluti.
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