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Politica estera > Medio OrienteIl futuro dell'Iraq è questione di tempodi Gabriele Cazzulini - 12 maggio 2007 Il futuro dell'Iraq è già iniziato con una nota positiva: la politica riesce ad emanciparsi dai lacci etnico-religiosi, costruendo equilibri autonomi. Quella che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza politica, nell'Iraq che guarda al tetro scenario del prossimo autunno, diventa una appetibile realtà. Alla fine i tabù più resistenti crollano - e anche il tempo accelera. La propaganda fondamentalista non si ferma neppure di fronte ai bambinidi Matteo Gualdi - 12 maggio 2007 Su Al Aqsa Tv, il canale televisivo di Hamas, si moltiplicano i messaggi di odio e distruzione contro i «sionisti». Tutto ciò avviene senza remore, e non ci si ferma nemmeno di fronte ai bambini. Da tempo i più piccoli vengono usati come vittime per la lotta contro Israele, attraverso le false promesse di una presunta ricompensa nell'aldilà. Bertinotti contestatodi Aldo Vitale - 10 maggio 2007 Durante la sua visita in Israele Bertinotti è stato duramente e legittimamente attaccato attaccato dalle comunità italo-israeliane, che lo hanno accusato di essere esponente di spicco di una sinistra che ormai si presenta sempre più con una connotazione anti-israelita, quando non antisemita. La battaglia identitaria turcadi Alexandra Javarone - 10 maggio 2007 La radicalizzazione della lotta intestina tra religiosi e nazionalisti rischia concretamente di minare la stabilità interna alla Turchia, come pure gli equilibri europei ed internazionali. La crisi istituzionale in corso ad Ankara potrebbe, infatti, estendersi oltre gli stessi confini del Paese, innescando una serie di reazioni a catena. La stabilizzazione interna dell'Iraq, ad esempio, potrebbe chiaramente divenire di più difficile contenimento se, come rimarcato dal famoso rapporto Baker-Hamilton, in Turchia si radicalizzerà la lotta tra Islam e nazionalismo. La Turchia tra islamismo e nazionalismodi Stefano Magni - 3 maggio 2007 Quale potrebbe essere l'interesse dell'Unione Europea in merito alla situazione turca? Nel breve periodo evitare che si imponga una dittatura militare nazionalista. Ma nel lungo periodo l'interesse principale è quello di combattere il totalitarismo islamico. La piazza turca, da questo punto di vista, può rappresentare il miglior alleato. La folla scesa per le vie di Istanbul lo scorso 29 aprile si opponeva sia alla shari'a che al golpe. Questo vuol dire che in Turchia sta nascendo un forte consenso attorno alla vera modernità: sia democrazia che laicità. E' questa l'unica tendenza realmente compatibile con l'Europa. Un nuovo inizio per Israeledi Gabriele Cazzulini - 3 maggio 2007 Sbagliare serve per imparare. Per quanto catastrofico sia stato l'effetto prodotto in Israele dal recente rapporto Winograd, dalle macerie potranno innalzarsi fondamenta più solide. Le accuse sugli errori e le responsabilità delle massime autorità israeliane nella guerra di luglio contro Hezbollah daranno l'eutanasia al governo Olmert. Negare che siamo in guerra significa evadere la realtàdi Stefano Magni - 28 aprile 2007 Il Congresso americano, a maggioranza democratica, ha votato una legge che vincola il rifinanziamento della missione in Iraq ad un calendario per il ritiro delle truppe. Qualunque sia l'esito di questa prova di forza la conseguenza più grave rimane la diffusione dell'immagine di un Paese che a sei anni dall'11 settembre non si ritiene più in guerra. Una guerra da vinceredi Matteo Gualdi - 28 aprile 2007 Il Senato americano ha approvato ieri una legge che prevede il ritiro delle truppe dislocate in Iraq entro aprile 2008. Fortunatamente Bush ha già annunciato che porrà il veto a tale provvedimento. Di fronte a questo nemico non ci si può mostrare deboli, dando l'impressione di voler scappare. Prodi strizza l'occhio ad Hamasdi Vincenzo Merlo - 28 aprile 2007 Il 22 aprile, durante la sua visita a Riad, il presidente del Consiglio Romano Prodi ha affermato, riguardo alla situazione israelo-palestinese, che «l'Italia spinge per un Hamas democratico e cooperativo». Per tutta risposta, il partito integralista palestinese ha rivendicato il lancio di trenta razzi Qassam provenienti dalla Striscia di Gaza e diretti verso il sud di Israele. Israele e Palestina: vita e mortedi Gabriele Cazzulini - 24 aprile 2007 La realtà più concreta che documenta l'incomunicabilità tra la visione del mondo di Israele e quella della Palestina è la trattativa per liberare il caporale israeliano Galid Shalit. I palestinesi chiedono in cambio la liberazione di circa 1500 detenuti, tra cui vi sono anche efferati terroristi pronti a riprendere la lotta armata per uccidere altri civili israeliani. Ecco il dilemma che sta di fronte a Ehud Olmert: salvare una vita oggi per mettere a rischio altre vite domani? Che cosa è giusto fare? Questa è l'oscura profondità che annerisce l'anima di un primo ministro di Israele. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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