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Politica estera > Medio Oriente > Israele/PalestinaTregua a tempo indeterminatodi Alexandra Javarone - 15 luglio 2008 Molti progetti che l'Unione per il Mediterraneo intende perseguire sono condizionati dalla stabilità nella regione mediorientale. Olmert e Abbas lanciano proponimenti volti alla pacificazione. Da Parigi Olmert s'è detto certo d'esser vicino all'accordo con i palestinesi. Il nemico «interno»: una nuova minaccia per Israeledi Stefano Magni - 5 luglio 2008 C'è un terrorismo che non ha capi, né slogan, né bandiere, né «martiri» reclutati e addestrati, ma si arma di sola violenza e fanatismo. Questa forma di guerra la sta sperimentando Gerusalemme: è il terrorismo «interno», sinora molto meno frequente, ma anche meno controllabile rispetto al precedente perchè è condotto da persone sino a quel momento insospettabili che vivono dentro il perimetro del «muro», a contatto con le case, le strade e i negozi dei pacifici cittadini di Gerusalemme. Dal Giordano al Mediterraneodi Stefano Magni - 31 maggio 2008 Pensiamoci su due volte prima di stupirci del fatto che Israele ci metta così tanto tempo per riconoscere lo Stato palestinese. Non ci si rende conto di che cosa sia il conflitto israelo-palestinese finché non si realizzano le dimensioni dei territori di cui stiamo parlando. Triste ricorrenza per Olmertdi Erik Marangoni - 16 maggio 2008 In questi giorni di festa per il 60° anniversario della costituzione dello Stato di Israele, il governo Olmert si trova alle prese con l'ennesima crisi, che coinvolge proprio il primo ministro. Questa volta la vicenda si riferisce al periodo in cui Olmert era sindaco di Gerusalemme. Il «genocidio» che non c'èdi Anna Bono - 29 aprile 2008 Al Palazzo di Vetro i paesi arabi, spesso fiancheggiati da governi africani e Stati asiatici di religione islamica, provano continuamente a far entrare nelle risoluzioni Onu varie denunce e dichiarazioni di condanna contro Israele per atti di razzismo, discriminazione e genocidio. Ma «genocidio» è un termine che non si può usare a sproposito senza essere contraddetti dalla realtà. Tamburi di guerra, gemiti di pacedi Gabriele Cazzulini - 29 marzo 2008 Il prossimo 14 maggio Israele spegnerà le candeline sulla torta del suo sessantesimo compleanno. Anche i suoi nemici palestinesi vorrebbero contribuire ai festeggiamenti sostituendo le candeline con candelotti di dinamite. Dopo decenni di conflitti la storia non sembra intenzionata a cambiare il suo senso di marcia. Israele s'è impantanata tra uno scontro finale su Gaza e una pace dal prezzo troppo alto per garantire la sicurezza futura. Il conflitto tra Israele e la Palestina resta sempre un conflitto a somma zero: ogni volta che una delle due parti si rafforza, l'altra si indebolisce. Non dimenticare la superiorità di Israeledi Gabriele Cazzulini - 11 marzo 2008 Il conflitto in Palestina rischia di diventare un conflitto in cui i palestinesi abbattono degli israeliani innocenti, mentre gli israeliani, senza impiegare le uniformi militari, si vendicano dei palestinesi privando i loro morti del diritto al funerale. E' in ballo la civiltà che Israele rappresenta in Medioriente. Medioevo mediorientaledi Gabriele Cazzulini - 8 marzo 2008 I palestinesi hanno interrotto il loro «cannibalismo» interno per riappacificarsi intorno alla strage di otto giovanissimi studenti di teologia ebraica a Gerusalemme. Così si va indietro di migliaia di anni nell'evoluzione dell'etica tra i popoli, che esige il rispetto della vita e della morte altrui. Il terrorismo, ancora una volta, ha colpito civili inermi nei luoghi simbolo della comunità. I frutti dell'odio contro Israeledi Stefano Magni - 8 marzo 2008 Il gesto dell'attentatore che giovedì ha ucciso a colpi di mitra otto studenti della scuola rabbinica Merkaz Harav di Gerusalemme appare come un'impresa solitaria, ma non è un gesto isolato. Alla domanda su chi fosse il colpevole della strage, lo scrittore Elie Wiesel, scampato ad Auschwitz, ha detto al «Corriere della Sera»: «La risposta la darà l'indagine che dovrà cercare di scoprire soprattutto l'identità dei maestri di quei terroristi suicidi. Chi ha instillato nelle loro menti un odio tanto profondo da indurli a compiere quel gesto di inenarrabile crudeltà è altrettanto colpevole». Dopo Annapolisdi Erik Marangoni - 8 gennaio 2008 Dopo la Conferenza di pace di Annapolis l'approccio degli Stati Uniti d'America verso il Medioriente è cambiato. L'amministrazione americana ha ribadito in più occasioni che il principio democratico non sopravvive senza adeguate condizioni di sicurezza. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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