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Politica estera > GeopoliticaIraq quattro anni dopo. Che fare?di Leonardo Tirabassi - 13 ottobre 2007 Sono ormai passati quattro anni dall'inizio della guerra in Iraq, ma incerto è il risultato militare sul campo e ancora più oscuro è lo sbocco politico dei vari conflitti in corso. Fino ad oggi l'attenzione dei media si è concentrata più sugli aspetti tecnico-militari, sui meccanismi per difendersi dalle autobombe e dagli attacchi suicidi che sulle possibili soluzioni alla crisi. L'Ucraina di Yuliadi Daniele Martino - 2 ottobre 2007 La vittoria di Yulia Timoshenko disegna un nuovo scenario in Ucraina, soprattutto in base alle contrapposizioni storiche del Paese, perché il suo soggetto politico ha ottenuto buoni risultati ovunque, risultando la forza elettorale più omogenea. Il consenso è più alto nell'ovest e nelle città come Kiev e Odessa, ma anche nell'Est, per la prima volta, la Timoshenko ha conseguito risultati notevoli ed in particolare nella russofona Crimea. Yulia ha riscosso grande successo grazie al suo disegno di una nuova politica di sviluppo filoccidentale, che prevede riforme economiche e la fine dello Stato onnipresente e spesso corrotto. Asia majordi Gabriele Cazzulini - 2 ottobre 2007 L'Asia sta ritornando ad essere il baricentro del mappamondo, ma, a differenza del passato, non trasmette un nuovo alfabeto e una nuova enciclopedia di culture. E' invece una massa di potere economico, demografico e militare che sta silenziosamente colonizzando le banche, le fabbriche e i negozi del pianeta. Il ruolo della Cina in Birmaniadi Daniele Martino - 29 settembre 2007 I recenti fatti birmani hanno posto all'attenzione globale il complesso quadro geopolitico dell'Asia. Il Myanmar ha alle spalle la potente Cina: infatti, alla cooperazione economica tra i due Stati negli ultimi tempi si è pure affiancata una forte alleanza militare. La pace secondo Ahmadinejaddi Anna Bono - 29 settembre 2007 L'Onu è campo di battaglia e al tempo stesso terra di conquista nell'ambito della guerra contro l'Occidente iniziata nel secolo XX con le rivoluzioni comuniste e ora combattuta da una coalizione mutevole nella quale prevale la componente islamica. Il presidente iraniano l'ha battezzata «Coalizione della pace» e, nel suo discorso all'Onu, ne ha illustrato gli obiettivi. La quarta guerra mondialedi Gabriele Cazzulini - 29 settembre 2007 Il come e il quando della guerra tra Iran e Stati Uniti saranno le risposte compilate dagli storici sul formulario della cronologia. Il fattore più denso di significati è il dopo. Cosa succederà dopo le prime schermaglie e le prime battaglie? E cosa accadrà dopo che ci saranno un vincitore e un vinto? E' questa la vera incognita che trattiene una guerra potenziale dal farsi guerra reale. Tensione nel Mare di Barentsdi Erik Marangoni - 29 settembre 2007 Russia e Norvegia hanno diversi punti aperti di discussione: in primo luogo, la definizione dei confini nelle isole Svalbard; in secondo luogo, la regolamentazione dei diritti di pesca nel Mare di Barents. Il ministero della Difesa di Oslo ha preso spunto dall'esistenza di questi attriti per affrontare il tema dell'effettiva capacità della Nato di difendere i propri membri. Il documento norvegese ha toccato un nervo scoperto all'interno dell'Alleanza Atlantica, che da mesi sta vivendo una pericolosa crisi interna, segno di una progressiva perdita di coesione nelle questioni più importanti. Il rischio della grande Palestinadi Gabriele Cazzulini - 27 settembre 2007 La Palestina cisgiordana di Abu Mazen è un magazzino d'armi e una cassaforte di fondi. A Gaza Hamas domina il suo territorio e non sembra soffrire la scissione da Ramallah. Se le due metà della Palestina decidessero di soprassedere sulle loro divergenze interne per costituire un unico Stato, allora Israele si ritroverebbe circondata da una Palestina mai così potente. Sarkozy e la nuova Franciadi Erik Marangoni - 27 settembre 2007 Le idee e le prime azioni di Nicolas Sarkozy in politica estera fanno a pugni con le tradizionali tendenze della destra francese. Sarkozy riprende i progetti di grandeur di Chirac e De Gaulle, ma non in senso antiamericano, e perciò segna una chiara linea di demarcazione con i suoi illustri predecessori. L'enigma di Moscadi Michele Genovese - 27 settembre 2007 L'enigma russo si fa sempre più impenetrabile. Le dimissioni «spontanee» del primo ministro Fradkov, nominato a sorpresa nel 2004 e sostituito il 14 settembre da un oscuro funzionario ministeriale, Zubkov, hanno generato una ridda di ipotesi interpretative tutte confinate nell'ambito di un tipico modo di dire tutto russo: «Niet faktov, tolhka versii» («Niente fatti, solo teorie»). In attesa delle ormai vicine elezioni legislative e delle ancora più importanti presidenziali dell'anno prossimo, sono pochi i punti fermi sui quali le Cancellerie internazionali, non senza preoccupazioni, possono fare affidamento. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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